Aste e Piaz, duetto sullo schermo

Armando Aste durante le riprese del film “Il tarlo” (2010) che il Trento Film Festival riporta sullo schermo martedì 21 novembre 2017 alla SAT. Alla telecamera il regista Andrea Balossi. Nella foto sopra il titolo l’alpinista roveretano in un’immagine di Armando Biancardi.

Grazie al circuito Trento Film Festival 365, la famosa rassegna di cinema di montagna non si ferma mai. Il 17 novembre a Verona, presso la Società Letteraria, il Festival ha partecipato all’appuntamento letterario “Parole appese” a cura del Premio Itas del Libro di Montagna. Durante la serata l’attrice Francesca Sorrentino, accompagnata al violoncello da Nicola Segatta, ha letto brani tratti dal libro “Messner o non Messner – Il versante ironico della montagna”. Imperdibile per gli appassionati è, martedì 21 novembre, ore 18, presso la Casa della SAT di Trento, nell’ambito del Laboratorio Alpino e delle Dolomiti Bene UNESCO, la visione di un raro documentario di 15’ dedicato al grande alpinista Armando Aste recentemente scomparso. Realizzato da Andrea Balossi nel 2010 con i testi di Roberto Serafin, “Il tarlo” racconta l’ascensione solitaria di Aste nel 1960 alla Via dei Francesi, aperta l’anno precedente da René Desmaison e Pierre Mazeaud sulla parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo, in Dolomiti. Una particolarità del film riguarda le musiche scelte tra le composizioni originali di Massimo Vescovi, chitarrista varesino. L’essenzialità della strumentazione, il suono asciutto e l’ostinato incedere delle percussioni hanno suggerito l’impiego di queste musiche per commentare le straordinarie immagini dell’ascensione solitaria di Aste. La proiezione a Trento è realizzata con il contributo del Centro Cinematografia e Cineteca del CAI.

Tita Piaz, il famoso diavolo delle Dolomiti.

Altro film in programma alla Casa della SAT è “Tita Piaz-Il diavolo delle Dolomiti” di Giorgio Balducci (Italia, 1998, 37’). Il film, che viene proiettato in collaborazione con la RAI di Trento, è incentrato sulla biografia di Piaz (1879-1948), uno dei personaggi di spicco dell’alpinismo in Dolomiti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento che aprì più di cinquanta vie nuove. Ma l’impegno del grande alpinista non si limitava solo al mondo verticale, essendo sempre a fianco di chi subiva ingiustizie, impegnandosi in campo politico e umanitario. Sempre il 21 novembre, ma questa volta a Milano, alle 21.15, allo Spazio Oberdan (Viale Vittorio Veneto, 2) si svolge il secondo appuntamento della rassegna mensile “Le Grandi Montagne del mondo”, promossa dalla rivista Meridiani Montagne insieme con il Trento Film Festival e con la collaborazione di BMW Italia, Fondazione Cineteca Italiana e CAI Sezione di Milano. La serata, presentata dal direttore d Meridiani Montagne Marco Albino Ferrari, è dedicata a Rwenzori, Monte Kenya e Kilimangiaro, i tre colossi africani che sorgono da savane e giungle tropicali e che rappresentano l’alta quota più inaccessibile e misteriosa. In programma due spettacolari e affascinanti film d’autore tratti dall’archivio del Trento Film Festival. “Rwenzori, cento anni dopo” di Marco Preti (Italia/2007/28) mostra come a cent’ anni di distanza dalla prestigiosa spedizione del Duca degli Abruzzi (1905) un team italiano composto da ricercatori scientifici con la passione per l’alpinismo sale le 6 cime principali del massiccio per cartografarne la posizione e misurare, con un laser a scansione, quello che ancora rimane degli ultimi ghiacciai tropicali. La montagna infatti, anche se all’apparenza è rimasta la stessa, di cento anni fa, rivela che i ghiacciai sono ormai vicini al totale scioglimento. Altro film all’Oberdan è “Niels et Juliette sur les épaules de l’Afrique” di Niels Dutrievoz (Francia/2016/52) con protagonisti Niels e Juliette che, terminati gli esami di maturità, si mettono in viaggio per raggiungere la cima del Kilimangiaro e del Monte Kenya.

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