Dolomiti. Dietro le quinte della galassia bianca

Il libro viene presentato giovedì 30 novembre 2017 a Bolzano.

Dal 1974 Dolomiti Superski, il carosello sciistico più grande delle Alpi e più conosciuto al mondo, accompagna la trasformazione sociale, culturale ed economica di paesi e vallate di Alto Adige, Trentino e Veneto. A raccontarne la storia “dietro le quinte” è ora Carlo Guardini in un volume di grande formato (“La galassia bianca. Il sistema turistico Dolomiti Superski”, BQE Edizioni, 22×28 cm, 240 pagine, 28 euro) che viene tenuto a battesimo giovedì 30 novembre 2017 a Bolzano (ore 18, presso la sede Eurac Research, viale Druso 19). La collaborazione e il patrocinio del consorzio Dolomiti Superski indirizza questo volume, nella sua ufficialità, principalmente agli addetti ai lavori. Ma lo stile di Guardini, consumato cronista che ha saputo mettersi alla prova anche come dirigente nel settore turistico, e l’impianto editoriale con le 150 spettacolari immagini in carta patinata, ne fanno un ghiotto boccone anche per chi non sa sottrarsi al fascino dei Monti Pallidi in tenuta invernale. I sette capitoli, in cui la storia sfiora di quando in quando l’epopea, si aprono con la benedizione di Reinhold Messner che alla spinta tecnologica dell’impiantistica ha saputo associare la magia dei suoi musei dolomitici ed è più che mai convinto di un grande merito di Dolomiti Superski: l’aver frenato l’abbandono della montagna, come viene puntualmente documentato da Guardini nel capitolo dedicato alle ricadute territoriali. Lo sviluppo del carosello sciistico e l’impulso dato al turismo invernale non avrebbero però registrato cifre tanto ragguardevoli (9 milioni e 2014 mila giornate di sci nella stagione 2014-2015, 324 gatti delle nevi, 1160 chilometri di piste con sciabilità garantita, ecc.) se gli imprenditori non avessero introdotto negli impianti sistemi operativi sempre più aggiornati, frutto di incessanti ricerche contrassegnate dal made in Italy: a cominciare dall’agganciamento automatico che segnò, come ci ricorda Guardini, una svolta essenziale negli anni Novanta, quando ormai le seggiovie monoposto erano andate in pensione. Fu con grande sollievo che si eliminarono le code interminabili di sciatori garantendo agli utenti una sicurezza pressoché assoluta.

La sciabilità è garantita in 1160 chilometri di piste del consorzio Dolomiti Superski.

Parallelamente si è evoluta la cura nella conservazione delle piste oggi affidata a giganteschi trattori cingolati spesso associati a paranchi nei tratti più in pendenza, il cui consumo di carburante (250 litri di gasolio in una sola notte, 30 mila litri in una stagione se si è ben capito) lascia perplessi sulle possibili ricadute nell’ambiente nonostante l’adozione di marmitte catalitiche e di altri dispositivi per depurarne i fumi. Va segnalato peraltro che il libro fa giustizia di non poche riserve di tipo ambientalista (per esempio, la neve artificiale viene garantita esente da additivi chimici e non si mette in dubbio l’efficacia e la silenziosità degli impianti di innevamento più evoluti, alimentati con le risorse idriche dei fondovalle) favorendo la convinzione in chi legge che dovunque si sia agito con indiscutibile professionalità per il bene di tutti e che il vero unico e irrimediabile pregiudizio all’incanto delle Dolomiti sia stato quello inferto dalla sciagurata Grande Guerra con le sue devastazioni. Una ciliegina sulla torta, infine, è posta nel capitolo conclusivo in cui un grande esperto di comunicazioni ferroviarie come Helmuth Moroder illustra il progetto del futuribile treno delle Dolomiti, 75 chilometri di binari da Bolzano a Cortina d’Ampezzo in parte in galleria attraverso l’Alpe di Siusi, la Val Gardena, la Val Badia e altre meraviglie. Sarebbe un rimedio indispensabile per ridurre il caotico traffico sulle strade delle nostre vacanze. Soltanto un sogno? Chi vivrà vedrà e ne godrà. O almeno glielo auguriamo noi che a quel tempo saremo nel regno dei più. (Ser)

https://www.dolomitisuperski.com/it

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