Moto sui sentieri, 30 associazioni a sostegno del divieto

Trenta associazioni si sono espresse il 20 novembre 2017 a sostegno delle modifiche del Codice della Strada con divieto delle moto sui sentieri. Nella lettera indirizzata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio e ad altri parlamentari, si fa riferimento all’articolo che prevede ”la modifica degli artt. 2 e 3 del Codice della Strada, inserendovi (con la nuova lettera F-ter ai commi 2 e 3 dell’art. 2), quale tipologia stradale a sé stante, quella di ‘Viabilità forestale, sentiero, mulattiera o tratturo’: ove viene espressamente stabilito (cfr. l’aggiunta al suddetto comma 3 dell’art. 2) che tale tipologia di strade, per caratteristiche dimensionali e tecniche, è destinata all’esclusivo passaggio di pedoni, velocipedi e animali, fatto salvo l’occasionale transito di veicoli a motore per attività agro-silvo-pastorali autorizzate, di servizio, vigilanza, soccorso e protezione civile, nonché per l’accesso al fondo da parte degli aventi diritto”.

A pensarla diversamente è l’Ancma, associazione nazionale ciclo e motociclo, che considera “incostituzionali e disastrose” le modifiche al codice della strada approvate dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati che prevedono il divieto di uso delle moto lungo sentieri e mulattiere. Sentieri e moto sono invece da sempre un “matrimonio illegittimo” secondo il Club Alpino Italiano. Su questo aspetto non ha dubbi l’avvocato Vincenzo Torti presidente generale del Club Alpino Italiano nel fare chiarezza sull’argomento, alla luce dell’attuale Codice della Strada. Il suo editoriale di agosto in Montagne 360 è uno scritto che dovrebbe mettere a tacere le odierne recriminazioni di chi si fa paladino delle decine di migliaia di cittadini che senza porsi alcun problema praticano l’attività fuoristrada. La posizione del Cai è dunque ferma e inequivocabile. Niente motori sui sentieri. In realtà, questa frequentazione che qualcuno definisce impropriamente escursionismo motorizzato è da anni fonte di malesseri all’interno del Cai, riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente quale associazione ambientalista di interesse nazionale. “Il problema richiama alla necessità che il Cai assuma una posizione precisa, che non sia solo teorica”, proclamò il Consiglio centrale in un documento del 15 luglio 2006 (Norme di tutela dell’ambiente montano, 3a edizione, dicembre 2008, pag. 24). A costo di giocarsi l’adesione dei molti soci che bazzicano sui sentieri in sella alle loro fuoristrada infischiandosene della tutela dell’ambiente montano e di chi vorrebbe godersi in pace i silenzi dei boschi, nello stesso documento approvato più di dieci anni fa dal Consiglio centrale si fa presente che “l’uso del mezzo meccanico porta a svilire la montagna, trasformandola in luna park o in pista”. Ciò che ora salta subito all’occhio nello scritto dell’avvocato Torti e che taglia la testa al toro è l’affermazione che tra le strade interessate dall’applicazione del Codice della Strada non figurano i sentieri o mulattiere o tratturi. D’altra parte, sottolinea Torti, le leggi regionali in materia esordiscono con un generale divieto di circolare con mezzi motorizzati. Divieto espresso con cartelli all’inizio dei sentieri e puntualmente ignorato dai rombanti centauri sicuri della loro impunità. (Ser)

I sentieri vanno destinati per legge all’esclusivo passaggio di pedoni, velocipedi e animali.

 

Scarica la lettera di 30 associazioni che sostengono il divieto alle moto sui sentieri.

 

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