Sten e l’arte di trasmettere passione

L’ultimo libro di Giuliano Stenghel. Il ricavato va ai bambini che soffrono.

Nella sua lunga carriera alpinistica il roveretano Giuliano Stenghel, noto come Sten, ha aperto più di duecento vie. Dal 1978 è istruttore nazionale di alpinismo del Cai. La sua tecnica di scalata viene considerata esemplare e, a quanto si dice, non c’è roccia friabile che possa impensierirlo. La sfida più grande è però quella che affronta quotidianamente con l’associazione “Serenella” che lui stesso ha fondato con l’aiuto di alcuni amici in ricordo della moglie. L’associazione si occupa di progetti solidali verso chi soffre, in particolar modo i bambini. Oltre all’adozione a distanza di bambini orfani o molto poveri, s’impegna sul territorio con la costruzione di case, scuole, orfanotrofi, pozzi, acquedotti, finanzia cure ospedaliere o interventi chirurgici. “Sten ha un carattere vulcanico, proteso verso il bello e il buono”, è un’azzeccata definizione che di lui offre l’illustre compagno di scalate Ivo Rabanser, uno che lo conosce bene.

Sopra il titolo Stenghel (www.vitatrentina.it). Qui riceve il Premio Meroni 2017 con Nicla Diomede e Matteo Bertolotti che ha presentato la sua candidatura.

Tra quanti lo hanno festeggiato il 10 novembre 2017 a Milano, quando Giuliano ha ritirato a Palazzo Marino il prestigioso Premio Marcello Meroni della Società Escursionisti Milanesi per la categoria “solidarietà”, non poteva mancare Iris Gherbesi vincitrice l’anno prima dello stesso riconoscimento e più o meno con un’analoga motivazione. Dal 2006 Iris, montanara della Val Masino con una consumata esperienza di rifugista, fa infatti volontariato a Karungu, in Kenya, presso la missione di Padre Emilio, dove vivono, si curano e studiano bambini e ragazzi rimasti senza famiglia e/o sieropositivi. “Questa esperienza mi ha cambiato la vita”, ha confidato Iris a Sten, “ha rimesso a posto la mia scala dei valori”. Particolare significativo. Non sono pochi gli ospiti della Casa della Montagna gestita da Iris a Filorera che, dalla Val Masino, sono partiti per un periodo di volontariato sul lago Vittoria, proprio come fa lei ogni inverno. La solidarietà può essere contagiosa e in montagna lo può diventare ancora di più.

L’incontro fra Sten e Iris Gherbesi che nel 2016 ha ricevuto a sua volta il Premio Meroni per la solidarietà assegnato dalla Società Escursionisti Milanesi.

Stenghel, che è anche un’eccellente penna, ha voluto fare omaggio ai tanti amici della montagna convenuti a Palazzo Marino per il Premio Meroni, del suo più recente volume intitolato “E con un battito d’ali…” . “Lo faccio con un unico obiettivo”, ha spiegato, “che la mia storia, sia maestra di vita e di fiducia in Dio”. Il battito d’ali è quello di un alpinista volato in Paradiso e diventato un angelo pervaso dalla voglia di vita terrena e di scalate. L’ingresso nel regno dei cieli in seguito a una rovinosa caduta nel precipizio viene descritto da Sten con una crudezza quasi insostenibile. L’alpinista muore, guarda caso, mentre sta per entrare nella storia dell’alpinismo realizzando il primo tentativo di salita in solitaria alla via Solleder al Civetta. L’ambizione certe volte non tiene conto del rischio, anzi si esalta davanti all’impossibile. Sten ha però maturato in proposito una sua personale filosofia. “Riconosco che Dio”, spiega, “mi ha fatto per uno scopo, però mi ha voluto alpinista e quando arrampico me lo sento vicino e sono felice”. Il racconto si sviluppa in un clima surreale e forse un bravo regista sarebbe in grado di portarlo convenientemente sugli schermi, ma Sten non aspira all’Oscar né al Nobel anche se i suoi libri sono ben scritti e appassionanti. E “Trasmettere passione” è il titolo di un altro volume recentissimo, scritto a quattro mani con l’alpinista filosofo Heinz Grill. “Mi auguro”, conclude, “anzitutto di essere riuscito a comunicare qualcosa di buono, altrimenti prego il lettore di cogliere almeno lo sforzo di sensibilizzare gli animi attorno ai progetti dell’associazione Serenella”. Un compito quest’ultimo che è alla base di tutti i suoi libri. Che sono tanti: una ventina e più. Una raccomandazione? Segnatevi l’indirizzo del sito di Serenella e, appena potete, dateci un’occhiata: www.serenella.net

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