Giacomo Bove, un eroe e un sentiero spettacolare

Bove è da considerare lo scopritore del famoso Passaggio di Nord Est dopo tre secoli di tentativi infruttuosi.

Di Giacomo Bove (1852-1887) si sapeva finora ben poco se non che, per gli appassionati di escursioni, nel Parco nazionale della Val Grande gli è da tempo immemorabile dedicato un sentiero. Un percorso spettacolare da frequentare con qualche precauzione, che Teresio Valsesia, autore di fondamentali guide sulla Val Grande, definisce “umile” anche se vanta una progenitura rispetto ad analoghi sentieri delle Alpi come il frequentatissimo “Roma” in Val Masino: risale addirittura alla fine dell’Ottocento, quando la Sezione Verbano del Club Alpino Italiano lo tracciò lungo creste ardite affidandone la realizzazione alla guida Antonio Garoni. E, comunque, di Bove si continuerebbe bene o male a ignorare l’esistenza benché sia da considerare lo scopritore del famoso Passaggio di Nord Est dopo tre secoli di tentativi infruttuosi. Possibile che sia stato rimosso dai libri di storia per una deplorevole damnatio memoriae in seguito al suicidio, come ipotizza Marco Albino Ferrari nel suo recente libro “La via incantata”, secondo titolo della collana edita da Ponte alle Grazie con il patrocinio del Club Alpino Italiano? A “ridare vita” a Bove e, insieme, la dignità che si merita, è stato nel 2016 Pietro Pisano, appassionato verbanese di storia locale e profondo conoscitore dei luoghi. Il libro di Pisano intitolato “Giacomo Bove. Un esploratore e un sentiero tra Verbano e Ossola” pubblicato dal Magazzeno Storico Verbanese con patrocini della Provincia, del Parco Nazionale Val Grande, della Città di Verbania, della Società Geografica Italiana e di altri sostenitori tra i quali il Cai, è tornato nel 2017 ampliato sugli scaffali. Sfogliando le 335 pagine, ci si rende conto di quale sia stato nell’Ottocento il ruolo di questo esploratore che fu anche marinaio, studioso, scienziato, geologo, cartografo, antropologo, etnografo, zoologo, scrittore e disegnatore. “Un italiano che andò lontano: esplorò la terra dell’Artide e dell’Antartide e da Oriente all’Africa rendendo un grande contributo alla Patria e al mondo della conoscenza e della scienza”, spiega Maria Teresa Scarrone, presidente dell’Associazione culturale “Giacomo Bove & Maranzana” che risulta tra quanti hanno offerto il patrocinio al documentatissimo volume di Pisano.

La bocchetta di Campo e, nella foto in alto, un altro aspetto del sentiero dedicato in Val Grande a Giacomo Bove (1852-1887)

Pisano tratta in modo puntuale temi che a fatica “in pochi ancora ricordavano”, sviscerando dopo tre anni di ricerche un’infinità di storie, analizzando fatti, ricostruendo eventi e accompagnandoli con l’obbiettiva trascrizione delle narrazioni raccolte dalla viva voce dei protagonisti e di una parte dei diari dell’esploratore custoditi nell’archivio di Acqui Terme dove è nato. Nei 17 capitoli con appendici documentali e allegati, e con una bibliogafia che tiene conto di fonti bibliografiche e archivistiche, l’autore dà conto anche delle iniziative che nacquero intorno al Sentiero Bove e alle sue naturali estensioni, a partire dagli anni del primo dopoguerra, a opera di un vivace personaggio come Giuseppe Zanoni, presidente della UOEI milanese, impegnatosi a favore del CAI Verbano – Intra. Dall’infanzia al suicidio con un colpo di rivoltella a soli 34 anni, distrutto da una malattia tropicale, vita ed esplorazioni di Bove occupano la prima metà del volume. La seconda parte è invece dedicata al sentiero della Val Grande ripristinato nel 1989 quando passò definitivamente sotto la gestione della Comunità Montana Valle Cannobina. Ora davvero, dopo questo esemplare omaggio, il grande esploratore può riposare in pace. (Ser)

Altre informazioni:

http://associazione.verbanensia.org/msv-pubblicazioni/giacomo-bove-un-esploratore-e-un-sentiero-tra-verbano-e-ossola-seconda-edizione-ampliata/

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