Cortina “mondiale”, più ombre che luci

La conca di Cortina d’Ampezzo, una delle più suggestive delle Dolomiti, soffre di criticità che sembrano insuperabili: traffico e inquinamento, carenza di trasporto pubblico, consumo indiscriminato di aree di pregio, effetti del proliferare della speculazione delle seconde case. Situazioni che hanno consolidato una marginalizzazione dell’attrattività turistica della “perla delle Dilomiti”. Dove peraltro è meglio che il turista non si faccia male. Come ha riferito per ciò che può contare il sito mountcity, per una mano rotta inciampando su un sentiero di Cortina si viene invitati a recarsi a Pieve di Cadore e di qui, in mancanza di uno specialista ortopedico, a Bressanone. Questa paradossale situazione, ci si chiede, potrà trovare una soluzione in vista dei mondiali di sci in programma nel 2021? E l’evento rappresenterà l’occasione per costruire un auspicabile rilancio socio-economico di questa Cortina definita ironicamente “la bella addormentata”? Andranno riviste, cioè potenziate anche in modo strutturale e definitivo, le risorse destinate alla sanità, all’assistenza sociale, al mondo del lavoro, alla formazione scolastica e ai giovani? Questo è, peraltro, quanto da tempo auspicano le associazioni ambientaliste che hanno diramato, il 22 dicembre 2017, un comunicato-riflessione intitolato “Mondiali Cortina 2021. Preoccupazioni fondate?”.

“Quello che salta agli occhi è che, davanti ai mondiali di Cortina del 2021, tutto è lecito”, si legge nel citato documento firmato da Cipra Italia, Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore, WWF O.A. Terre del Piave, Gruppo Promotore Parco del Cadore, Mountain Wilderness, Italia Nostra sezione di Belluno, Libera Nomi e Numeri contro le mafie ed Ecoistituto Veneto “Alex Langer”. Il documento così prosegue: “Si scavalcano regole, se ne fanno di puntuali, si creano corsie privilegiate, si danno super poteri, si utilizzano fondi finalizzati a tutt’altro in pratica si fa tutto quello che per un evento programmato non si dovrebbe fare. I provvedimenti straordinari si prendono per gli eventi straordinari come le calamità naturali e i mondiali di Cortina del 2021 non dovrebbero essere un evento straordinario, altrimenti vuol dire che il metodo individuato dal comitato internazionale che assegna i mondiali di sci alpino per tempo in realtà non funziona”.

“Temiamo”, dicono ancora le associazioni citate, “che, senza mettere in dubbio la buona fede degli organizzatori, il metodo individuato non dia garanzia di una gestione oculata. Si parlava della ‘Carta di Cortina’ come menabò per un evento che fosse innanzitutto rispettoso dell’ambiente. A parte i principi enunciati nella carta abbastanza labili, dov’è finita questa traccia etico/tecnica che avrebbe dovuto dare il là ad una costruzione finalmente nuova di una manifestazione sportiva?”.

La gestione green dei mondiali che oggi viene magnificata sarebbe, a quanto si apprende, giustificata semplicemente dall’utilizzo di mezzi elettrici nei giorni delle gare. In realtà non esiste un progetto per una mobilità alternativa e realmente sostenibile. Nuovi collegamenti sciistici sono invece in vista, prima di tutto quello fra la Tofana e Cinque Torri. In seguito si può ipotizzare quello con Alleghe, dal Civetta verso Pescul, con il Col Gallina, e quello con Auronzo. Il tutto, a quanto attualmente risulta, senza una valutazione di sostenibilità ambientale strategica (VAS) che sarebbe invece obbligatoria per piani di intervento straordinari e compositi di questo tipo. (Ser)

I mondiali del 2021 rappresenteranno davvero l’occasione per costruire un rilancio socio-economico di questa Cortina definita ironicamente “la bella addormentata”? Ph. P. Dandrea

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