Liu Bolin scala i grattacieli di Porta Volta

La didascalia precisa “Liu Bolin performing for Moncler” (ph. Serafin/MountCity)

Un gigantesco dipinto di Liu Bolin sullo sfondo di una montagna appare durante le festività 2017-2018 su un grattacielo di Porta Volta Milano. Potrebbe forse passare inosservata questa pubblicità di Moncler, famosa per i suoi piumini, per chi si addentra oltre le torri che svettano su piazza Gae Aulenti, tra le bancarelle e il patinoir allestito per l’occasione? La didascalia precisa “Liu Bolin performing for Moncler”. Accanto c’è il logo dell’azienda. Per saperne di più di questo artista ci si rivolge ovviamente a Wikipedia. Si viene così a sapere che si è diplomato a Pechino, presso il dipartimento di Scultura dell’Accademia Centrale d’Arte Applicata, allievo del famoso artista Sui Jianguo, suo maestro agli inizi della carriera. Liu appartiene alla generazione dei primi anni ’90, tempi in cui la Cina rinacque dalle macerie della Rivoluzione Culturale e godette di un rapido sviluppo economico e di una relativa stabilità politica. Dall’ottobre 2008, informa ancora Wikipedia, Liu Bolin focalizza la sua attenzione sull’Italia, in particolare sulla conservazione del patrimonio storico-artistico del Bel Paese, “in contrasto con quanto accade in Cina, in cui la distruzione di quartieri storici è sistematica e fisiologica per far spazio alla nuova edilizia delle megalopoli”. Nel febbraio 2013 viene invitato come relatore a TED, l’organizzazione internazionale no-profit per la diffusione di idee innovative su scienza, tecnologia e design, divulgate grazie a talks e conferenze a livello mondiale. In quell’occasione Liu Bolin incentra il suo discorso su temi politici e sociali che include nelle sue opere fotografiche. Nel 2015 grazie al sostegno della galleria Boxart e la partecipazione della Comunità di Sant’Egidio viene realizzato a Catania il progetto Migrants, che racconta l’attuale fenomeno dei processi migratori dall’Africa all’Europa. Negli scatti di questo ciclo recente l’artista sceglie dei luoghi emblematici in cui mimetizzarsi, come i barconi su cui effettuano la traversata centinaia di migranti e alcune spiagge su cui essi approdano, o ancora la bandiera europea simbolo di un nuovo futuro. La serie di scatti è stata poi esposta ai Cantieri Culturali della Zisa all’interno della Biennale Arcipelago Mediterraneo (BAM) e quindi al Museo d’Arte Contemporanea di Ramacca (Catania).

 

Commenta la notizia.