Linea Cadorna, trincee senza invasori

Il libro viene presentato alla Sem venerdì 26 gennaio 2018.

Propone 34 percorsi tra forti, trincee e postazioni di guerra rimaste intatte da cent’anni, nel contesto di bellissimi paesaggi, il libro “Escursioni lungo la Linea Cadorna” di Guido Caironi (IdeaMontagna) che viene tenuto a battesimo a Milano venerdì 26 gennaio 2018 alle ore 20.45 nella sede della Società Escursionisti Milanesi (Piazza Coriolano 2, MM5 Cenisio) a cura della Commissione scientifica culturale. Per gli appassionati di escursionismo, numerosi sono i luoghi da riscoprire nel contesto della storia di una guerra silenziosa prevista e mai combattuta tra Val d’Aosta, Piemonte e Lombardia. Una guerra dove il fronte non passò, ma dove 40.000 uomini realizzarono in pochissimi anni strade, sentieri, trincee, postazioni d’artiglieria, osservatori, ospedali da campo, centri di comando e strutture logistiche, a quote comprese tra i 600 e i 2.000 metri. “Sistema Difensivo Italiano alla Frontiera Nord verso la Svizzera“ era il nome di quella incredibile linea difensiva, più popolarmente nota con il nome del generale Luigi Cadorna che ne promosse la realizzazione e che scrisse molte delle pagine più controverse e tragiche della Prima Guerra Mondiale.

“E’ una specie di Pompei militare quella che è venuta alla luce”, spiega lo storico Paolo Crosa Lenz, “frutto di un progetto strategico poi rivelatosi per fortuna privo di prospettive”. Le opere dovevano servire a fermare un possibile nemico sceso dalla Svizzera: in origine la Francia e poi, con il cambio di alleanze, l’Austria Ungheria e la Germania, forse con un contributo rossocrociato. Che quell’invasione non fosse soltanto una mera ipotesi lo confermano vari documenti ritrovati in archivi militari europei. Se ne parla con dovizia di particolari nel volume “La frontiera contesa” di Maurizio Binaghi e Roberto Sala pubblicato dall’editore Casagrande di Bellinzona.

L’ingresso di una galleria lungo la Linea Cadorna (ph. D. Monti, Vie Storiche) . Nella foto in alto un’immagine scattata da Carlo Pessina in occasione di una rievocazione storica.

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