Le tante anime dell’Aspromonte

Macchia mediterranea, boschi di castagno e faggio, fiumare impetuose d’inverno e asciutte strade di sassi in autunno, spettacolari cascate. C’è una nuova magia nelle iniziative, nelle persone nella Calabria orgogliosa e ribelle che alza la testa contro la prevaricazione e la mafia, inventa il proprio lavoro e sta ricostruendo il proprio territorio con coraggio. Tante le nuove realtà: dalle cooperative nate sulle proprietà confiscate, destinate a produzioni agricole di qualità o all’utilizzo del bene a scopi sociali, alle associazioni di piccoli agricoltori ed allevatori, che con la passione e la tenacia, lo studio e la ricerca, riscoprono varietà antiche e dimenticate di verdure ed ortaggi, trasformano latte in prestigiosi formaggi, selezionano razze autoctone di animali che allevano allo stato semibrado e macellano dopo il giusto tempo di crescita.

Il rifugio Biancospino d’inverno. In alto una veduta di Gambarie d’Aspromonte con lo Stretto sullo sfondo.

Tanti sono i giovani che hanno studiato e che vogliono usare il loro sapere per Il territorio dove sono nati. Hanno ripreso a curare la terra, hanno in mente di riqualificare i piccoli centri storici, i borghi di antica formazione e gli insediamenti rurali o montani, con l’attenzione di riportare al bello quello che l’incuria e il tempo hanno rovinato. Tante le persone, che hanno voglia di raccontarsi e raccontare tradizioni mai abbandonate e di offrire accoglienza e ospitalità. E a proposito di ospitalità segnaliamo l’unico rifugio in Aspromonte, il Biancospino, rifugio sito nel cuore dell’Aspromonte e crocevia di diversi sentieri che percorrono il massiccio aspromontano. Da qui infatti, è possibile raggiungere la vetta più alta del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Montalto (1.956 m). Vi si può scoprire la cucina tipica dei territori aspromontani, unita alla serenità che solo la montagna sa regalare (www.rifugioilbiancospino.it/ ) In molti borghi di Calabria si può fare un turismo sostenibile, basato su un nuovo modello di recettività: l’albergo diffuso o ospitalità diffusa, l’utilizzo a fini turistici delle case vuote ristrutturate. Così il borgo, spesso locato in paesaggi unici, salvato dall’abbandono torna ad essere ripopolato permettendo al turista di conoscere le culture locali e di mantenerne la memoria. L’ambiente non viene ferito da nuove costruzioni e l’integrità del territorio viene mantenuta. Ad Antonimina, nel versante Nordorientale dell’Aspromonte, l’albergo diffuso offre ai suoi ospiti un’anima in più, quella del Narratore del luogo: un’associazione di giovani non solo procura un soggiorno confortevole, ma anche offre accompagnamento su percorsi e sentieri messi in sicurezza, raccontando storie, leggende e caratteristiche del paesaggio. L’obbiettivo è la rivalutazione del territorio attraverso il turismo sostenibile, il rispetto della natura e delle tradizioni culturali e gastronomiche. Questo viene perpetrato attraverso l’ospitalità diffusa, nelle case per le vie del borgo, ottimo modo per vivere a pieno il borgo e le sue peculiarità. Altro punto di forza sono le escursioni che hanno come partenza e arrivo il borgo, un esempio è l’escursione al Monte Tre Pizzi. Bravi i ragazzi dell’Associazione “Boschetto fiorito”! Li potete contattare per una visita dell’Aspromonte non convenzionale (boschettofiorito@gmail.comhttps://www.facebook.com/BoschettoFiorito/# )

Gemma Assante

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