Bianca, indimenticabile capocordata

L’alpinismo triestino piange Bianca di Beaco, la prima donna a superare il VI grado da capocordata in Dolomiti. Bianca, che se ne è andata a 84 anni il 2 febbraio a Trieste, è stata anche la prima donna con Silvia Metzeltin a essere ammessa nel Club Alpino Accademico Italiano. Ha aperto numerose vie di roccia, anche all’estero. Nel 2008 a Trieste partecipò a un convegno della Sezione XXX Ottobre del Cai sul tema “Donne e montagna”. In quella circostanza raccontò della sua vita accanto al marito José Baron, prematuramente scomparso, con cui ha condiviso l’amore per la montagna e l’alpinismo. Il suo scritto che pubblichiamo conferma che è l’amore un importante, se non il principale, ispiratore nella scelta alpinistica delle donne: amore per l’ambiente, per le persone, per l’amicizia, per il compagno. E a proposito dell’interesse di Bianca di Beaco per l’ambiente va precisato che era socia di Mountain Wilderness fin dagli inizi, tessera n° 656. Un pezzo di storia che se ne va, non perdiamo la memoria…

L’alpinismo come espressione di amore

L’esperienza alpinistica, a differenza di altre filosofie, culture e religioni, non è basata sull’antropocentrismo. Nell’alpinismo questo benedetto uomo, sempre al centro dell’universo con la sua superbia che lo induce a divorare tutto quanto gli capiti a tiro, trova finalmente l’umiltà e l’armonia che lo spingono a stare uno accanto all’altro, ad avvicinarsi ai monti, cioè alle cose, non come impongono le regole di questo mondo afflitto da classi e divisioni ma sulla base di una civile convivenza, anche quando l’agonismo prende il sopravvento. Ma soprattutto può trovare nell’esperienza alpinistica i fondamenti di quella convivenza tra uomo e donna da cui trae origine la vita. La mia esperienza con Jose Baron questo mi ha insegnato. José era maschio, cioè uomo: non maschilista, altrimenti non sarei rimasta accanto a lui. Amava soprattutto l’emozione del superamento dell’ostacolo mentre io concentravo in me tutto il sentimento del mondo alpino. Formavamo così una cordata dove le nostre rispettive personalità non si scontravano ma si completavano a vicenda. E così oggi penso che la cordata tra un uomo e una donna sia un’esperienza preziosa per entrambi, sia che si limiti a una sola stagione sia che comprenda tutta la vita di due persone. Non ho dubbi. Andando insieme in montagna, in parete o sui sentieri, s’impara veramente ad amarsi.

Bianca di Beaco

 

One thought on “Bianca, indimenticabile capocordata

  • 13/03/2018 at 15:37
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    Da Daniela Pulvirenti, insigne viaggiatrice e autrice di importanti guide turistiche, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricordo di Bianca di Beaco:
    “Grazie al lavoro che svolgo ho avuto la fortuna di conoscere Bianca di Beaco. All’inizio sapevo poco e nulla di lei, ma il caso ha voluto che viaggiassimo insieme in Nepal ai piedi dell’Everest ed in Scozia dove in compagnia di altre persone andammo ben quattro volte scoprendo massimamente a piedi il territorio scozzese delle Highlands e le varie isole. Bianca era una persona forte, decisa, colta, simpatica e sempre pronta ad andare in soccorso degli altri. Una grande altruista. Ricordo i racconti delle sue arrampicate, i soccorsi in parete, i preziosi consigli scritti su una lettera con il dettaglio del pronto soccorso che lei portava nello zaino. Da diversi anni non viaggiava più, ma eravamo rimaste in contatto, soprattutto epistolare ed alcune volte telefonico. Proprio durante le ultime vacanze natalizie avevo ricevuto a casa una sua graditissima telefonata. Mi raccontava di essere sempre presa ad aiutare i bisognosi, anche gli animali (cani e gatti) e mi era parsa serena e sempre con la sua bella voce giovanile. Purtroppo lunedì 12 febbraio di ritorno da un viaggio all’estero, fra la valanga di e-mail ricevute una del CAI fra le varie notizie annunciava la scomparsa di Bianca. E’ stata una doccia fredda e pertanto desidero ricordarla come l’ho conosciuta in Scozia e in Nepal, con il suo sorriso sincero, aperto e carico d’amicizia. Un saluto affettuoso a Bianca che ora arrampicherà sulle alte vette del cielo”. Daniela Pulvirenti

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