Bridwell, la leggenda non muore

Jim lascia un grande rimpianto nella comunità arrampicante.

“Le leggende non muoiono” è la frase consolatoria che si legge nel sito FB di Jim Bridwell. Sono in tanti tuttavia a piangere la perdita del grande scalatore americano che se ne è andato per malattia il 12 febbraio 2018. Nato a San Antonio nel 1944, Bridwell è stato uno dei precursori dell’arrampicata sulle big wall durante gli anni ’60 e ’70. Realizzò più di 100 prime ascensioni nella Yosemite Valley condividendo la filosofia dei figli dei fiori, oltre a compiere la prima ascensione in giornata della via The Nose su El Capitan il 26 maggio 1975, con John Long e Billy Westbay. In Italia aveva molti amici ed estimatori. A Milano fu una delle vedette più applaudite della rassegna “Milano Montagna” organizzata da Rolly Marchi nel 1999 con la bella mostra “Alpi, spazi e memorie” curata da Lorenzo Serafin. Negli anni Ottanta ebbe poi festose accoglienze a un raduno organizzato per celebrare le Dolomiti al rifugio Brentei, ospite dell’altrettanto leggendario Bruno Detassis. Negli ultimi tempi l’auditorium di Df Sport Specialist in Brianza si riempì all’inverosimile per una indimenticabile serata in suo onore condotta da Fabio Palma con la traduzione di Luca Calvi. Da tempo si sapeva delle sue cattive condizioni di salute e di una situazione economica a dir poco disastrosa. Purtroppo a Palm Spring Jim perse la sua casa messa all’asta dalla banca e, per assicurargli condizioni di vita dignitose, amici e conoscenti fondarono l’associazione “Help Jim Bridwell”. Nel 2012 condannò la schiodatura della Via del Compressore di Cesare Maestri al Cerro Torre (da lui stesso percorsa) da parte degli alpinisti Hayden Kennedy e Jason Kruk. Un gesto che gli procurò non poche simpatie. Ormai Jim era entrato nella leggenda. (Ser)

PS. La notizia della scomparsa di Bridwell è stata confermata venerdì 16 febbraio dal figlio Layton su Facebook. Il testo che leggete è stato modificato rispetto alla versione originale basata su informazioni non ufficiali che circolavano in rete. (R.S.)

Bridwell (a sinistra) a Milano nel 1999 con Angelo Recalcati (ph. Serafin/MountCity). In alto Billy Westbay, Jim Bridwell (al centro), e John Long dopo la prima ascensione in giornata di The Nose (El Capitan) nel 1975.

One thought on “Bridwell, la leggenda non muore

  • 14/02/2018 at 22:52
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    Caro Roberto,
    Ti racconto cosa mi stava dicendo Bridwell mentre tu scattavi la foto. Lo incontrai in piazza Duomo in occasione della manifestazione che avevi organizzato nel 1999. C’erano molte “stelle” dell’alpinismo e ne approfittai per autografare i loro libri. A Bridwell mostrai i libri di Galen Rowell sullo Yosemite ed altri sulle montagne americane. Ma fu contento di firmarmi anche i libri di Maestri. Anzi mi raccontò che proprio la vicenda di Maestri e Egger al Cerro Torre fu all’origine della sua passione per la montagna. Così gli regalai “Arrampicare è il mio mestiere” di Maestri, ed è la copia che vedi tra le sue mani.

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