Milanesi coraggiosi. Incontro con il “disobbediente” Franzoso

Sono più di mille i milanesi che hanno “conquistato” la vetta del Cervino. Ma le vere conquiste dove occorre dare prova di coraggio si compiono ogni giorno nella metropoli, talvolta sotto l’occhio delle telecamere. Come il salvataggio del bambino caduto tra i binari della metropolitana compiuto da un ragazzo che non ha esitato a calarsi nel fossato in cui corrono i convogli per prenderlo in braccio e restituirlo alla sua mamma. Di coraggio da vendere ha dimostrato di averne anche il milanese Andrea Franzoso, alpinista iscritto alla Sem, quando nel 2015 denunciò le spese folli del presidente di Ferrovie Nord subendo pesanti conseguenze, fino alla perdita del posto. Un caso che ha avuto un’eco nazionale ed è stata raccontata dai giornali nazionali e da trasmissioni televisive (Report, Otto e mezzo, Le Iene, Agorà, L’Arena, Nemo, Quante Storie, Le parole della settimana di Massimo Gramellini, L’Aria che tira, Unomattina, etc.). Su quanto gli è capitato Franzoso ha scritto il libro “Il disobbediente” (prefazione di Gian Antonio Stella e postfazione di Raffaele Cantone) che ora l’Associazione Liberalis Institutio in collaborazione con la Libreria Grossi di Domodossola presenta il 17 febbraio 2018, alle ore 18 presso l’Hotel Corona (Via Marconi 8, Domodossola) con la partecipazione straordinaria del Giudice Onorario di Pace Carlo Crapanzano

Franzoso a quanto si apprende da un comunicato è stato anche il portabandiera della legge sul whistleblowing, recentemente approvata dal Parlamento ed entrata in vigore il 29 dicembre 2017. Whistleblowing significa letteralmente “soffiare nel fischietto”: come l’arbitro che fischia per fermare il gioco sporco, il whistleblower è colui che denuncia corruzione e malaffare. La legge 179/2017 introduce tutele per i dipendenti pubblici e privati che segnalano fatti illeciti di cui siano venuti a conoscenza all’interno del loro luogo di lavoro. Che cosa succede dunque se un dipendente decide di non volgere lo sguardo altrove quando si accorge che il capo della sua azienda ruba? Se di fronte al dilemma: salvare la propria carriera o la propria coscienza, opta per quest’ultima? Nel febbraio 2015, all’epoca funzionario di Ferrovie Nord Milano, Franzoso scopre che il suo presidente utilizza denaro pubblico per i propri interessi. Fra le spese pazze c’è di tutto: abiti firmati, viaggi, poker online, film porno, argenteria, prodotti di elettronica, toelettatura del cane, profumeria, articoli per la casa, 124mila euro di telefonate fatte dai suoi familiari coi cellulari aziendali, oltre 180 mila euro di multe accumulate da suo figlio con l’auto aziendale etc. Ma ci sono anche tre quadri per l’ex presidente della Regione Lombardia, una stampa antica per il comandante dei carabinieri e così via.

Franzoso segnala tutto ciò all’interno dell’azienda ma gli dicono di lasciar perdere. Decide allora andare alle forze dell’ordine e presenta un esposto. Parte un’inchiesta della Procura di Milano per peculato e truffa aggravata: il presidente è costretto a dimettersi ed è rinviato a giudizio. Franzoso, invece, subisce ritorsioni e un trasferimento in un altro ufficio, senza più alcun compito di controllo. Attorno a lui si fa il vuoto: i colleghi gli voltano le spalle e lo evitano. Infine, perde il lavoro. Il 24 ottobre 2017, l’ex presidente di Ferrovie Nord èviene condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere. Ne “Il Disobbediente” Franzoso racconta questa vicenda, con una riflessione sul senso della sua scelta e sulle questioni che ne discendono: vale la pena essere onesti? Oggi lavora come autore televisivo per “Loft”, la casa di produzione e piattaforma web del “Fatto Quotidiano”.

 

One thought on “Milanesi coraggiosi. Incontro con il “disobbediente” Franzoso

  • 16/02/2018 at 09:17
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    CHE BRUTTA ITALIA… CHE BELL’ESEMPIO CHE PROPAGANDIAMO AI GIOVANI! Una condanna CHE FA ribellare le PERSONE ONESTE… ALMENO I SOLDI LI HA RIMBORSATI?

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