Il compressore e la lezione di Bridwell

Cesare Maestri nel 1970 in azione sul Torre con il compressore usato per chiodare la parete.

La morte dell’americano Jim Bridwell offre l’occasione per riaprire la vertenza sulla schiodatura della Via del Compressore sul Cerro Torre in Patagonia compiuta nel 2012 da Jason Kruk e Hayden Kennedy che rimossero 120 chiodi piantati nel 1970 da Maestri & C usando un compressore Atlas Copco. L’alpinista americano, che nel 1979 quella via ripeté in stile alpino con Steve Brewer, deplorò il gesto. Ma non tutti la pensarono come lui. Si raccolsero infatti firme a favore della schiodatura e Reinhold Messner fu tra i firmatari. In verità Messner fu in buona compagnia. Con lui firmarono Chris Bonington, Mick Fowler, Steve House, Heinz Mariacher, Paul Pritchard, Mark Twight e molti altri. Nomi che qualcosa vogliono dire nella storia dell’alpinismo. Ma quanti di loro avevano dimestichezza con le pareti del Torre quanta ne ebbero Bridwell e Maestri che nel 1970 chiodò a tutto spiano la montagna ritenuta “impossibile” usando il compressore quale sfida a chi negava che nel ’59 fosse arrivato in cima, impresa indubbiamente tutta da chiarire?

In una dichiarazione tradotta da Francesca Colesanti e rintracciabile in planetmountain, Bridwell, in nome di quella libertà in cui ha sempre creduto da buon “figlio dei fiori”, sostenne in modo esemplare “che non esiste il diritto di alterare o distruggere la creazione di qualcun altro”. E più avanti: “Presumo che questi due alpinisti credessero di correggere quello che consideravano un torto utilizzando una giustizia anarchica e poliziesca”. E completò la sua lezione affermando che “questa schiodatura è una prevaricazione, un gesto di dominio”.  Non la pensò così Messner autore fra l’altro di un libro sul Cerro Torre (Grido di pietra. Cerro Torre, la montagna impossibile, Milano, Corbaccio, 2009) che dà torto a Maestri. “Maestri è stato libero di mettere i chiodi nel 1970”, è il parere di Messner, “Jason e Hayden sono stati liberi dei toglierli. Hanno tutto il mio rispetto per aver liberato la Via del Compressore dalle grinfie dell’alpinismo di conquista, uno stile che ormai dovrebbe essere del tutto abbandonato”. La scomparsa di Bridwell lascia ora riaffiorare il dilemma: è stato giusto o no schiodare la Via del compressore? (Ser)

PS. “Anche io non condividevo la posizione di Bridwell sulla famosa (e benemerita!) schiodatura del Cerro Torre”, scrive il 20 febbraio 2018 a mountcity Carlo Alberto Pinelli, presidente onorario di Mountain Wilderness di cui fu tra i fondatori. “Voglio però ricordare che Bridwell venne a Biella nell’87 e fu eletto tra i 23 garanti della neonata Mountain Wilderness”.

Jim Bridwell (1944-2018) centrò nel 1979 la prima ripetizione della via del “Compressore” di Maestri al Cerro Torre. La via nel 2012 venne schiodata da Kruk e Kennedy e Bridwell disapprovò quel gesto. Qui l’alpinista americano è fotografato nel 1988 nelle Dolomiti in compagnia degli amici italiani Giuseppe “Popi” Miotti (a sinistra) e Alessandro Gogna (ph. Serafin/MountCity)

One thought on “Il compressore e la lezione di Bridwell

  • 07/03/2018 at 18:30
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    No! non è stato giusto. Si può non essere d’accordo con il compressopre di Maestri. Quindi va bene la critica, anche forte. Ma arrogarsi il diritto di cancellare la storia è un’arroganza.

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