Dougan, dopo il film diari inediti all’asta

All’alpinista triestino è dedicato il film “Domandando di Dougan” di Flavio Ghio e Giorgio Gregori presentato in dicembre in occasione della Giornata internazionale della montagna. Nella foto in alto, scattata nel 1917 alla Scotti Hütte sulla Cima del Jôf Fuart, all’estrema sinistra Vladimiro Dougan (Archivio D. Marini)

E’ sicuramente merito del film documentario di Flavio Ghio e Giorgio Gregori “Domandando di Dougan” (produzione A_Lab, regia di Giorgio Gregori) se la figura del triestino Vladimiro Dougan detto Miro (1891- 1955) riemerge dall’oblio. Per una coincidenza, in questi giorni Bolaffi annuncia la messa all’asta di cinque diari inediti dell’alpinista, che fu accademico del Cai, scritti tra i 1907 e il 1930. Si tratta dell’intero archivio di Dougan che va all’incanto il 28 febbraio 2018, alle 15, via Internet Live sul sito www.astebolaffi.it Bolaffi ha dato nel frattempo alle stampe il catalogo della tornata d’asta, tutta dedicata alla montagna, pubblicazione che è possibile qui scaricare in pdf. Le opere vengono esposte fino a martedì 27 febbraio, domenica esclusa, nella sede della Bolaffi in via Cavour 17 a Torino. Il lotto che riguarda l’archivio Dougan, il numero 66 intitolato “Julius Kugy e Wladimir Dougan, ricordi di salite alpine, escursioni e viaggi – 1907-1930”, parte da una stima di base di 3.000 euro. Come ha riferito Flavio Ghio in mountcity.it, il film “Domandando di Dougan” è stato realizzato in quattro anni di riprese con la regia di Giorgio Gregorio e la partecipazione di alcuni di amici, nel tempo libero e con impegno volontario. Il film, a disposizione di istituzioni culturali e sedi del Cai che desiderano programmarne la visione, ripercorre la storia di questo alpinista triestino appartenente alla minoranza slovena, morto povero e dimenticato. “L’ipotesi avanzata da più parti”, osserva Pietro Spirito nel rievocarne la figura il 22 febbraio 2018 nelle pagine del quotidiano “Il Piccolo”, “è che l’alpinista silenzioso – come è stato definito – venne emarginato per volontà del regime fascista, cui dava fastidio un uomo che aveva combattuto con il nemico e che frequentava alpinisti sloveni come lui”. “Oggi la storia”, annota invece Ghio, “non può che relegare Dougan alla marginalità del discorso underground degli alpinisti silenziosi, dei beautiful losers, quei perdenti spina nel fianco di ogni alpinismo trionfante perché con la loro ostinata refrattarietà rimandano all’infinita pazienza della natura che aspetta il suo tempo per riprendersi il suo spazio”. Dougan condivise molte esperienze in pace e in guerra con Julius Kugy, l’alpinista simbolo della Trieste cosmopolita che abbracciò senza distinzioni le culture austriaca, slovena e italiana. “Se fossi il Re delle Giulie”, disse Kugy, “Dougan dovrebbe essere il principe ereditario”. Il lotto all’asta da Bolaffi testimonia il valore alpinistico di questi due grandi uomini di montagna. Ma c’è un’incognita che andrebbe chiarita. Chiunque riesca ad assicurarsi l’archivio di Dougan, siamo sicuri che poi possa disporre liberamente del materiale? Lascia perplessi la regola espressa nel catalogo secondo cui i diritti d’autore attinenti a tutte le immagini, illustrazioni e documenti scritti, realizzati da o per Aste Bolaffi, relativi a un lotto o a un contenuto specifico del catalogo, sono e rimarranno di proprietà di Aste Bolaffi. Tali contenuti non potranno pertanto essere utilizzati dall’acquirente e/o da terzi senza il previo consenso scritto dell’azienda. Un limite non da poco alla diffusione della conoscenza del grande e (finora) dimenticato Dougan (Ser)

 

One thought on “Dougan, dopo il film diari inediti all’asta

  • 24/02/2018 at 15:22
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    Buongiorno,
    La ringrazio del bell’articolo, vorrei solo fare una precisazione a nome di Aste Bolaffi per i quali ho curato questa asta con Francesca Benfante. I diritti d’autore di cui lei parla sono riferiti solo ai testi e alle foto da noi preparati o prodotti per il catalogo, e non hanno nulla a che fare con i lotti in vendita che sono invece sottoposti alla legislazione vigente in materia nel nostro Paese.
    Cordiali saluti,
    Cristiano Collari

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