Se il clima preoccupa più del terrorismo

Sembra lontana anni luce la Confederazione Elvetica quando si viene a sapere che laggiù l’emergenza climatica preoccupa (a parole, perlomeno) assai più della disoccupazione o del terrorismo. Secondo un sondaggio condotto su 2000 persone di età compresa tra 15 e 79 anni per conto della Società svizzera di radiotelevisione, di cui fanno parte tvsvizzera.it e swissinfo.ch, oltre la metà degli intervistati (51%) considera infatti che le conseguenze del riscaldamento globale si facciano già spiacevolmente sentire, mentre coloro che pensano che non vi sia ancora alcuna ripercussione nella vita di tutti i giorni risultano una minoranza.

In effetti, il global warming è percepito in Svizzera come una minaccia più preoccupante di un eventuale collasso del sistema pensionistico, del terrorismo o della disoccupazione. Il 58% degli intervistati lo ritiene pericoloso o molto pericoloso per il loro paese che notoriamente si presenta montuoso e dove, in seguito al rilascio del permafrost, molte vallate sono di questi tempi a rischio. A preoccuparsi di più sono i giovani che (nella misura dell’80%) ritengono l’uomo il principale responsabile del riscaldamento climatico.

Christophe Clivaz, docente di sostenibilità all’Università di Losanna che ha recentemente dato alle stampe il libro “Turismo invernale, la sfida climatica”.

La percezione dell’emergenza climatica presenta però nella vicina Confederazione aspetti contrastanti. Christophe Clivaz, docente di sostenibilità all’Università di Losanna che ha recentemente dato alle stampe il libro “Turismo invernale, la sfida climatica” non gode di molte simpatie per il rigore delle sue analisi. Lui non ha dubbi. “Le popolazioni alpine hanno due generazioni di tempo per vedere sparire lo sci dalla faccia della terra”, spiega Clivaz partendo dal presupposto che il limite di zero gradi che garantisce l’innevamento naturale è risalito di 300 m dal 1960 e il trend continuerà fino alle estreme conseguenze. “Il problema”, sostiene Clivaz, “è che ormai le piccole società di gestione degli impianti non possono più assumersi l’onere dell’innevamento artificiale diventato economicamente insostenibile e sono tutte a rischio di fallimento”. Lodevole secondo Clivaz è soltanto il comportanento di Grigioni, Berna e Vaud che limitano da tempo gli investimenti ad alta quota. Ticino e Vallese sono invece, a suo avviso, colpevolmente privi di strategie a breve e lungo termine, ma ancora per quanto? (Ser)

One thought on “Se il clima preoccupa più del terrorismo

  • 21/03/2018 at 12:41
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    “Le popolazioni alpine hanno due generazioni di tempo per vedere sparire lo sci dalla faccia della terra”.
    Quello che ho sempre pensato anch’io.

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