Lo scarpone che libera (?) la mente

“Libera il tallone, libera la mente” è stato lo slogan con cui negli anni 80 venne rilanciata l’antica sciata “inginocchiata” del telemark. All’epoca si sciava con attrezzi stretti e lunghi non meno di 205 cm, scarponi di cuoio e attacchi three pins adottati anche per il fondo che però non garantivano una soddisfacente presa di spigolo. Prima ancora, nella preistoria dello sci, i manuali consideravano il telemark una delle possibili “voltate per slittamento con effetto di direzione dello o degli ski” e poi che ognuno si arrangiasse. “Tutto è cambiato”, spiega lo scrittore e docente di economia aziendale Giorgio Daidola che con questa tecnica è sceso dagli ottomila metri dello Shisha Pangma. Lo racconta nel suo appassionante libro “Ski spirit” (Alpine studio) vincitore di un premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti. “Oggi si utilizzano”, precisa Daidola, “gli stessi sci larghi dello sci alpinismo, pesanti scarponi di plastica rigidi e attacchi che permettono una sciata condotta e veloce in discesa e una progressione in salita con sistema basculante analoga a quella degli attacchi per scialpinismo classico. La tecnica è evoluta di pari passo ai materiali e ha contribuito a renderli sempre più performanti”.

Per ottenere lo scopo di liberare la mente dovrebbero calzare a pennello alcuni modelli proposti dal calzaturificio Scarpa (qui sopra uno scelto a caso da noi di mountcity.it, liberi finché dura da ogni condizionamento commerciale). Premessa. La tecnologia “spinta” qualche volta ci spaventa e ci contraria. Questa volta invece ci fa credere che rappresenti una garanzia per realizzare ancora meglio i nostri sogni. Dalla presentazione on line si deduce che questo ipertecnologico scarpone unisce comfort di calzata e precisione in fase di sciata, è funzionale in tutte le situazioni, dalla pista al fuoripista, e garantisce una naturale flessione in fase di camminata. Che cosa desiderare di più? “E’ il modello ideale per affrontare tutte le situazioni a tallone libero, con suola realizzata in due mescole diverse per garantire le migliori prestazioni in discesa e durante la camminata. E una sicurezza per chi sceglie il telemark con sistema 75mm”. Questo è quanto si apprende dal catalogo del famoso calzaturificio di Asolo. Ci si può sorprendere che l’archeologia dello sci si sposi con una tecnologia tanto raffinata, ma forse è questo che contribuisce a rendere tuttora affascinante una tecnica di sciata decisamente primordiale. (Ser)

Voltata per slittamento con effetto di direzione dello o degli ski: così viene definito il telemark nel manuale “Lo ski” (Montes, Torino,1931) da cui è tratta questa immagine.

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