Se la bici rappresenta un problema

A Bolzano, città alpina che ha raggiunto traguardi straordinari in fatto di ciclabili e uso dei mezzi ecologici, la bicicletta è sempre più un problema. A Sirmione sul Lago di Garda gli accessi per le due ruote, già limitati in precedenza, adesso sono stati ulteriormente ristretti: in centro entrano pedalando solo i residenti, i titolari degli esercizi commerciali e i loro dipendenti, nemmeno tutti ma solo quelli dei negozi e ristoranti più lontani. A chi sgarra, 80 euro di multa. A Sankt Moritz nella fettuccia pedonale lungo il lago le biciclette sono rigorosamente vietate. Sui sentieri escursionisti compaiono sempre più di frequente avvisi ai ciclisti perché adottino comportamenti rispettosi della minoranza camminante.

Box interrati per bici, una soluzione per i centri storici?

L’elenco potrebbe continuare. Ma è soprattutto sul parcheggio selvaggio delle bici che si appuntano in questi giorni le attenzioni degli amministratori. A Bolzano si studiano parcheggi per biciclette sopra (con cilindri di vetro) e sotto terra (“bike loft” con aggancio automatico e ascensore). In un dossier che la cooperativa dei negozi del centro storico sotto la sigla “Bzheartbeat” ha sottoposto al Municipio figura una lunga teoria di immagini che testimoniano la deriva: parcheggio selvaggio ovunque, vetrine oscurate dai portapacchi, pedali che si intrecciano con i piedi di chi vuole accedere agli esercizi.

Un cartello posto dalla Società Alpinisti Tridentini a tutela degli escursionisti pedestri in corrispondenza con la segnaletica di un sentiero.

Il problema sussiste anche lontano dalle città, come dimostra la Val Fiscalina in provincia di Bolzano dove cartelli bilingui spiegano che è vietato circolare con la bicicletta un tempo ritenuta un’innocua presenza. Un richiamo ad un uso consapevole della mountain-bike è stato infine fatto per tutti i tracciati in quota dalla Società Alpinisti Tridentini sopratutto in relazione alla diffusione delle due ruote con motore elettrico, considerate pericolose soprattutto per i meno esperti, quelli che impiegano la pedalata assistita per avventurarsi su percorsi che altrimenti sarebbero loro preclusi. “È evidente che siamo in troppi e gli spazi liberi sono sempre più limitati”, osserva Giorgio Daidola docente di economia all’università di Trento, esperto di turismo. Chi avrebbe mai detto che l’amatissimo “cavallo d’acciaio” sarebbe diventato un problema? (Ser)

In Val Fiscalina (BZ) non si circola in bici (ph. Serafin/MountCity)

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