Non disperdete i libri di padre Sergio!

In una canonica a 1.580 metri d’altezza, in un paese di 65 abitanti del Piemonte, il monaco benedettino Sergio De Piccoli ha raccolto migliaia di volumi. Ora risulta che, dopo la scomparsa del religioso bibliofilo, il vescovo di Saluzzo desideri “liberare i locali”. Così si legge nel quotidiano La Repubblica che raccoglie un appello: quegli 80 mila i libri sono da salvare. “La vertigine è dentro, nelle stanzette di questa canonica medievale, muri di sasso, scalini di pietra consumata, porte molto tarlate e molti libri, su scaffali di metallo anni Settanta, e mensole di recupero, e anche assi da cantiere inchiodate su su, fino ai soffitti, altri accatastati in pile sghimbesce e quindi ancora da catalogare, e fa freddo qui dentro, 1.580 metri di altezza, fuori ci sono un metro di neve vecchia, la Valle Maira e la piramide del Monviso…”. Questo racconta sul web il quotidiano La Repubblica del 27 aprile. Possibile che nella meravigliosa Val Maira nessuno si curi di salvare e valorizzare questo patrimonio? Possibile che la Diocesi di Saluzzo possa operare in senso contrario agli interessi di questo territorio aperto a un turismo culturale e sostenibile? Poiché, per saperne di più, il giornale impone un balzello (non dappertutto l’informazione è gratis) è possibile ricostruire la storia attraverso il sito “Targatocn” (http://www.targatocn.it/2018/03/27/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/a-marmora-i-73mila-libri-di-padre-sergio-e-quel-sogno-di-una-biblioteca-di-valle-che-rischia-di-na.html) e osservare un filmato in cui però manca la voce del monaco benedettino. Per il semplice motivo che se ne è andato per sempre nel 2014.

Il benedettino Sergio De Piccoli ha raccolto migliaia di volumi in un paese della Val Maria. Ora si dice che il vescovo di Saluzzo intenda liberare i locali di cui è proprietario. Con quali prospettive? In alto il religioso bibliofilo scomparso nel 2014 nella sua biblioteca, qui sopra in relax al sole della val Maria.

Sopravvive per fortuna ciò che padre Sergio ha costruito e che potrebbe, a breve, non esistere più. Questo almeno si dice e si teme in questa vicenda piuttosto inesplicabile. Il monaco si innamorò della Val Maira, decidendo di restare lì a Marmora in solitudine e silenzio, per quasi 40 anni. Qui fondò un monastero benedettino e, soprattutto, anno dopo anno, libro dopo libro, diede vita a una delle biblioteche più alte delle Alpi (la più alta è alla capanna Margerita, in cima al Monte Rosa). Tutto lassù appartiene alla Diocesi di Saluzzo che sembra avere il diritto di decidere sul destino di questo patrimonio. Padre Sergio sognava di rendere fruibile a tutti la biblioteca e, soprattutto, che restasse lì, in quel posto a disposizione dei compaesani. In una località che nel film “La terra buona” di Emanuele Paradiso viene chiamata Monte Paradiso. Saranno rispettate le sue volontà? (Ser)

 

 

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