Il bello del vivere in montagna (con qualche inconveniente)

Le scuole superiori sono concentrate in pochi comuni, ci sono poche farmacie e sportelli bancari. Questa è la faccia meno appetibile del vivere in montagna. Occorre tenerne conto mentre si annuncia giovedì 24 maggio 2018 al Museo Nazionale della Montagna di Torino “Vado a vivere in montagna” organizzato dal Collegio Carlo Alberto e SocialFare e dedicato a chi ama la montagna come luogo dove vivere, tessere relazioni, stare nella natura, creare opportunità di lavoro. L’evento nasce nell’ambito del progetto InnovAree e dell’iniziativa “Vado a vivere in Montagna”, un servizio che offre supporto attraverso consulenza di esperti, strumenti di microcredito e finanza etica a chi vuole sviluppare un progetto di impresa nelle terre alte del Piemonte. Al Museomontagna si ascolteranno le voci e le storie di chi ha scelto di vivere la montagna così come dei Sindaci e delle associazioni che hanno attrezzato percorsi di accoglienza per i “nuovi montanari” nelle Valli Piemontesi. Parteciperanno tra gli altri all’incontro lo scrittore Paolo Cognetti e il Coro Moro con un’esibizione dal vivo. Venendo all’altra faccia del vivere in montagna, è molto esplicito il 16 maggio 2018 il Corriere delle Alpi in un servizio che riguarda il Bellunese. “Uno studente che abita in Comelico”, esemplifica il quotidiano, “deve mettere in conto due ore di viaggio per andare alle superiori. Quando non nevica, non cade un sasso sulla strada, non viene chiusa una galleria”. E più avanti: “Chi abita in montagna deve anche avere sempre in casa una scorta di medicine: la farmacia più vicina potrebbe trovarsi a chilometri di distanza”.

Lo scrittore Paolo Cognetti partecipa giovedì 24 maggio 2018 al Museo Nazionale della Montagna di Torino all’evento “Vado a vivere in montagna” organizzato dal Collegio Carlo Alberto e SocialFare.

Nel Bellunese manca un’università che, oltre ad offrire prospettive ai giovani, funga da volano di sviluppo e crescita per il territorio in cui è inserita. I negozi sono poco più di 2300, uno ogni 1,6 km quadrati (la media italiana è uno ogni 0,4 km quadrati). Le farmacie sono 80, una ogni 46 km quadrati. Significa che si rischia di dover fare parecchia strada se si ha bisogno di un farmaco. Soprattutto se si abita in montagna. In dieci anni, poi, sono stati chiusi 46 sportelli bancari, rendendo più complicato per i bellunesi che abitano nelle terre alte anche fare un bonifico o un prelievo.

Il Corriere delle Alpi evidenzia anche che nel Bellunese costa di più raccogliere e smaltire i rifiuti: il costo medio per liberarsi di una tonnellata di immondizie in provincia è pari a 358,58 euro, 64 euro in più rispetto alla media nazionale. Andare a vivere in montagna, con tutti gli indubbi vantaggi che può offrire sul piano economico ed esistenziale, comporta anche questi inconvenienti. Con la speranza che il capitolo montagna venga tenuto in considerazione nell’agenda di chi ci governerà. (Ser)

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