Milano riavrà la Tenda Rossa

Non soltanto nella spedizione al K2, tutta di matrice milanese, sono state usate nel 1954 le tende della ditta Moretti che aveva il negozio in Foro Bonaparte a Milano. Era prodotta da Moretti anche la famosa tenda rossa che nel 1928 accolse i naufraghi del dirigibile Italia dopo la catastrofica caduta sui ghiacci artici la mattina del 25 maggio. Entro il 2018 quella tenda, recuperata dalle spedizioni di soccorso, tornerà a farsi ammirare a Milano dopo i necessari restauri. L’annuncio viene dato in occasione del convegno “La spedizione del dirigibile Italia e la ricerca scientifica in Artico” (alle 17.45 di mercoledì 23 maggio 2018 in via San Vittore a Milano previa registrazione su museosceienza.org/news/dirigibile-italia). A quanto si apprende, il restauro del prezioso cimelio è in corso ed entro Natale sarà esposto nel Padiglione Aeronavale del Museosciena.

E’ stato quel telo di seta a due strati, appoggiato a un unico palo di legno alto meno di due metri e mezzo su di una base in tessuto larga 16 metri quadrati a offrire riparo in attesa dei soccorsi. Qui il dirigibile “Italia”.

La Tenda Rossa fu progettata dall’ingegnere Felice Trojani. Era tra le dotazioni di emergenza per i membri dell’equipaggio guidato da Umberto Nobile che si intendeva far scendere dall’aeronave sul Polo Nord; della dotazione faceva parte anche la radio Ondina 33, attraverso la quale il marconista Giuseppe Biagi riuscì prima a lanciare l’SOS e poi a guidare i soccorsi verso i superstiti.

La tenda era di tipo a bastone centrale, con una base parallelepipeda di 2,75 x 2,75 m per 1 m di altezza a cui si sovrapponeva una parte piramidale il cui vertice si trovava a due metri e mezzo dal suolo. Progettata per accogliere al massimo quattro persone, ne ospitò invece nove (di cui due ferite alle gambe, Umberto Nobile e Natale Cecioni), la mascotte Titina, una parte della radio e gli accumulatori che la alimentano.

Per rendere più visibile la tenda dall’alto, i superstiti decisero di utilizzare fiale di fucsina per disegnare un reticolo di linee rosse. Una volta stabilite le comunicazioni attraverso la radio, i soccorritori vennero a conoscenza della nuova colorazione, e i giornalisti coniarono il nome – Tenda Rossa – con cui entrò nella storia. La luce dell’estate nordica fece però svanire le delicate aniline in pochissimi giorni, riportando la tenda alla sua livrea originaria.

La Tenda Rossa venne recuperata, assieme all’aeroplano di Einar Lundborg ed a tutti i materiali del campo, dall’equipaggio del Krasin. Al ritorno in Italia, Umberto Nobile donò la tenda al Comune di Milano, finanziatore della spedizione polare, che la destinò al Museo del Castello Sforzesco, oggi Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, dove Trojani la montò per l’ultima volta. La Tenda Rossa rimase esposta al pubblico sino alla metà degli anni Novanta, ed ora è in attesa del delicato restauro che ne consentirà ancora una volta l’esposizione al pubblico enrto l’anno in corso (Ser).

L’attuale restauro della Tenda Rossa prodotta dall’azienda Ettore Moretti è sponsorizzato dal Museo della Scienza assieme alla Soprintendenza milanese, alla Collezione dell’ex Civico Navale Didattico (proprietario della tenda) in cooperazione con il Consiglio Naz. delle Ricerche e la Fondazione Corriere della Sera, in concomitanza con il 90° anniversario della spedizione Nobile al Polo.

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