Menu gourmet in rifugio. Altro che piatto alpinistico!

Tre rifugi delle Dolomiti, il Galassi, il Berti e il Dal Piaz, quest’estate ospiteranno alcuni chef stellati, che prepareranno piatti prelibati con prodotti del Bellunese. È, questo, uno dei filoni sui quali si sta sviluppando l’attività della Fondazione Dolomiti Unesco: legare le bellezze naturalistiche del Patrimonio Unesco con le eccellenze enogastronomiche. E pensare che nel tariffario dei rifugi del Club Alpino Italiano figurava un tempo un rustico “piatto alpinistico del giorno” a prezzo fisso (10 euro) e/o un minestrone (4,50 euro). Prendere o lasciare. Quanto al vino che veniva servito sfuso, meglio lasciar perdere. Altri tempi, altro Cai. A presentare i risultati dell’attività svolta in questi anni e i progetti (gourmet) futuri è Marcella Morandini, direttore della Fondazione. “Il riconoscimento Unesco non è un vincolo, ma una certificazione di qualità”, ha precisato. Poi Morandini ha ricordato i progetti sviluppati in questi anni, da quelli legati alla formazione a quelli sulle Dolomiti accessibili, dalla guida Lonely Planet a tutti i progetti che hanno interessato i rifugi. “Quest’anno svilupperemo la seconda parte del progetto Dolomiti accessibili, mappando altri sentieri che possono essere frequentati anche da persone con disabilità”, ha aggiunto. “Il 27 giugno, a San Candido, lanceremo poi un’altra iniziativa dedicata ai rifugi. Una rassegna per promuovere l’utilizzo dei prodotti enogastronomici del territorio nei rifugi”.

Per soli dieci euro il piatto alpinistico del giorno con immancabile polenta figurava nello spartano tariffario dei rifugi del Cai.

Un’estate gourmet è annunciata anche dalla Regione Piemonte. Cento ristoranti piemontesi in 21 parchi. Sono questi i numeri che, da maggio a settembre, porteranno i prodotti dei parchi in tutto il Piemonte, con un unico obiettivo: portare in tavola la ricchezza della biodiversità. “Il Menu del Parco”, giunto alla terza edizione, è una iniziativa lanciata ogni anno dalla Regione il 24 maggio, in occasione della Giornata europea dei parchi. Ventuno sono le aree naturali protette interessate che, dalla piccola locanda sino al locale elegante, accompagneranno gli amanti della buona tavola (oltre che della natura) alla scoperta delle eccellenze gastronomiche locali. Salgono alla ribalta, solo per citarne alcuni, prodotti rinomati come il peperone di Carmagnola, la patata viola e la trota fario o prodotti di nicchia come il sedano rosso di Stupinigi, il pomodoro Cerrato d’Asti e lo sciroppo di rose. Secondo l’assessore ai Parchi della Regione Piemonte questa iniziativa promuove la conoscenza dei prodotti e delle ricette tipiche del territorio, offrendo la possibilità di unire un’esperienza di visita nei parchi aderenti all’iniziativa.

Uova, patate, pancetta: calorie assicurate…

“Gustare il menu del Parco”, informa un comunicato della Regione, “significa anche avere a cuore la salvaguardia della natura, con un piccolo ma simbolico gesto per limitare lo spreco alimentare: durante l’iniziativa, infatti, i clienti potranno chiedere al ristoratore il pratico eco-box “Avanzo&Mangio” per poter portare a casa quello che avanzerà nel piatto. Il “Menu del Parco” è un’iniziativa del progetto “Parchi da gustare” del Settore Biodiversità e Aree naturali della Regione Piemonte, avviato nel 2015: un censimento dei prodotti tipici dei parchi piemontesi, accompagnato dall’indicazione dei produttori dove poterli acquistare e dai ristoratori dove si possono gustare, illustrato nella pubblicazione “Parchi da gustare – I prodotti “ (numero speciale Piemonte Parchi 2015). Nel 2016 il progetto si è arricchito con “Parchi da gustare – Le Ricette”: qualcosa di più di un semplice libro di ricette. Si tratta infatti di una preziosa guida che documenta in modo suggestivo e puntuale il lavoro dei parchi nel salvaguardare una ricchezza di saperi e sapori territoriali, suddivisi tra tipologie di piatti (antipasti, primi, secondi, contorni e dolci).

Ulteriori dettagli su: www.piemonteparchi.it/cms/index.php/parchidagustare

Chef stellati anche al rifugio Dal Piaz con la benedizione dell’Unesco.

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