Visita al comune d’Italia più lontano dal mare

Medesimo isolata per una frana che ha interrotto la Valle San Giacomo ha richiamato le attenzioni delle cronache alla fine di maggio. Un evento ampiamente previsto e presto risolto senza danni a persone e/o cose. Ma è un libro assai ben scritto a indurci a parlare in questi giorni di questa località di villeggiatura. Frutto di un’accurata raccolta di testimonianze, “Madesimo. Il comune d’Italia più lontano dal mare” di Elena Paola Gaggini (Bellavite editore) racconta con parole e molte fotografie d’epoca in bianco e nero la vita di Madesimo, località molto cara ai milanesi appassionati di sci, e dei ”madesimini” dalla preistoria fino ad oggi, e in particolare il suo sviluppo turistico a partire dal lontano 1729, quando il medico triestino Sandro Bonomo scoprì le proprietà terapeutiche delle sue acque. Ma ecco, arriva nei primi anni del Novecento lo sci a incrementare la frequentazione turistica legata agli sport invernali, che diventano man mano sempre più popolari, finché negli anni ‘50 comincia a crescere il numero di skilift, viene costruita una prima seggiovia monoposto e nel ‘63 il primo tronco della funivia del Groppera.

All’economia contadina prima e in seguito allo sviluppo turistico sono legate le storie di vita dei madesimini cui l’autrice dedica grande spazio per mostrare qual è stato il processo che nel corso degli anni ha trasformato la gente e il suo territorio. Nel libro si avverte la mancanza delle fotografie di Madesimo dagli anni ‘70 in poi, a riprova del boom dell’edilizia che ha portato il numero delle seconde case da 901 nel 1971 a 3111 nel 2000, cambiando in peggio il paesaggio. Che sia questa una delle cause che hanno fatto calare drasticamente il numero di presenze estive? Non avrebbe dubbi in proposito Enrico Camanni, che nel suo “Alpi ribelli” (Laterza) osserva come “nelle valli che hanno accolto lo sci e le stazioni della neve, la città si è mangiata quasi tutto il resto. Ha cambiato la montagna con tre parole che non esistevano nel vocabolario alpino: velocità, motorizzazione, cemento. In altri termini: sci, automobili e condomini”. (Ser)

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