Il grande alpinismo raccontato da Dino Panato

Tra i reporter che più di altri hanno documentato con le loro immagini la storia dell’alpinismo, Dino Panato scomparso a Trento a soli 68 anni dovrebbe occupare un posto di riguardo in questo mondo di distratti. Per anni Dino ha fotografato con la sua reflex al Trentofilmfestival ospiti illustri e non, onnipresente dovunque si svolgessero incontri, celebrazioni, brindisi, premiazioni. Per trovarne conferma basta andare a spulciare nell’archivio della sua agenzia. In ogni istantanea si ritrova il carattere di ciascun alpinista immortalato, la sua voglia di mettersi finalmente in mostra sia pure in un contesto di addetti ai lavori quale rimane e sempre rimarrà questo celebre festival della montagna. In tutti i “coccodrilli” che gli sono stati dedicati viene ingiustamente trascurato questo lavoro condotto da Panato con discrezione e con la sua abituale comunicativa. Le sue incursioni al Trentofillmfestival si concludevano spesso a tarda ora davanti a una birretta e Dino a quel punto sciorinava volentieri qualche innocente indiscrezione.

Una celebre immagine del 2004 di Dino Panato: tra i protagonisti dell’epopea del K2 si riconoscono Erich Abram, la figlia di Desio, Achille Compagnoni, l’americano che guidò una spedizione in concomitanza con quella italiana, Ugo Angelino. Secondo da sinistra è l’indimenticabile Rolly Marchi. Al centro un rappresentante del Pakistan.

Se per chi ha frequentato per anni TrentoFilmfestival questo era Dino Panato, cioè una colonna portante, occorre doverosamente completare il suo ritratto professionale con altre decisive pennellate. In Facebook Carlo Guardini lo descrive come un grande reporter testimone di decisivi cambiamenti sociali e culturali e spiega che il giornalismo trentino perde un grande interprete/investigatore attento alle memorie storiche, agli avvenimenti, alle persone. Di sicuro Panato era per antonomasia il fotografo del Trentino, anzi, della città di Trento. Era il 1981 quando decise di avviare la propria attività di fotografo e aprì a Trento il fotostudio l’Immagine. Ritrovare ogni anno Dino a Trento, vale la pena di ripeterlo, era una dei grandi piaceri offerti dal festival a chi rappresentava la stampa specializzata. Un amico, un gentiluomo sempre pronto a smitizzare con una battuta certi idoli di cartapesta. In questo sito lo vorremmo ricordare con due importanti scatti: l’ultimo incontro di Walter Bonatti con il pubblico nel 2010 e un gruppo di protagonisti e comprimari dell’epopea del K2 arrivati a Trento nel 2004 per le celebrazioni della conquista. Addio Dino. (Ser)

Un’altra storica immagine di Dino Panato: nel 2010 al Centro Santa Chiara Walter Bonatti festeggiato per l’ultima volta dal pubblico.

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