Rifugi storici. Due giovani Fiorelli alla Ponti

Buon sangue non mente. Ora sono due giovani poco più che trentenni della dinasty dei Fiorelli, storici rifugisti della Valmasino, a gestire la capanna Ponti al Disgrazia che domina la meravigliosa piana della Preda Rossa in Valmasino. L’incarico è stato affidato dal Cai Milano ai fratelli Eleonora e Massimo Fiorelli dopo che per anni a occuparsi della gestione è stato il bravo Ezio Cassina con sua moglie Amedea Scetti.

Eleonora e Massimo con la mamma Iris (a destra).

Lo scenario lassù è incantevole, la vista spazia dal Disgrazia ai Corni Bruciati mentre più in basso si stendono i prati della Preda Rossa dove serpeggia un torrentello di un particolare azzurro fluorescente. A metà del ‘900 e precisamente nel 1928, la Sezione di Milano decise di ampliare la costruzione grazie al contributo della famiglia Ponti e la intitolò appunto a Cesare Ponti, banchiere milanese e consigliere del sodalizio.

Eleonora Fiorelli.

Eleonora e Massino sono cresciuti al rifugio Allievi Bonacossa gestito dal nonno Ugo e poi dal padre Antonello. In Valmasino hanno collaborato con la mamma Iris Gherbesi alla gestione del Centro Polifunzionale della Montagna di Filorera dove Massimo ha dato eloquenti prove della sua abilità di chef. Particolare importante. Alla fine del 2016 il sorriso di Eleonora ha illuminato a Milano la consegna del Premio Marcello Meroni dove ha ritirato con Massimo il riconoscimento destinato alla mamma impegnata in quei giorni in una missione umanitaria in Africa. (Ser)

 

Il rifugio Ponti è, e resta, una delle mete più ambite dai frequentatori della Valmasino, definita il regno del granito. Qui alcuni storici rifugisti della Valmasino: a sinistra Ugo Fiorelli, nonno di Eleonora e Massimo.

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