Indimenticabile uomo con le ali

L’impresa del cinese Xia Boyu che a 69 anni e con entrambe le gambe amputate è riuscito nel mese di maggio 2018 a raggiungere la vetta dell’Everest richiama alla memoria la figura di Oliviero Bellinzani, l’alpinista disabile che aveva trovato forti motivazioni nell’alpinismo e morì travolto da una frana durante una scalata in Svizzera nell’estate del 2015. All’indimenticabile Oliviero che scalava con una sola gamba è stata dedicata una nuova via di salita aperta sulla parete est del Pizzo Fizzi che si affaccia sulla selvaggia Val Deserta al Devero. La scalata è stata compiuta dalle guide alpine Fabrizio Manoni e Paolo Stoppini che hanno battezzato la via “L’uomo con le ali” come amava definirsi Bellinzani che su quello stesso Pizzo Fizzi si era legato alla corda delle due guide per compiere una delle sue ammirevoli esperienze.

Oliviero Bellinzani, a sinistra, con le guide alpine Fabrizio Manoni e Paolo Stoppini. Nella foto sopra il titolo l’impegno del compianto “uomo con le ali” al Pizzo Fizzi.

“La nuova via”, precisano Manoni e Stoppini, “parte su uno sperone in piena parete est, passa attraverso il ‘buco dell’aquila’ così chiamato per una bellissima penna trovata nelle sue vicinanze e che permette di superare facilmente (5a) una zona strapiombante, e raggiunge la cresta sud est. L’ultimo salto prima della vetta è stato superato in una fessura camino quasi dolomitico. Abbiamo lasciato in parete i fix necessari; occorre avere con se una serie di friends fino al n°3”. Con quest’ultima realizzazione sul Pizzo Fizzi sono tre le vie aperte in questi ultimi anni: la lunghissima e di ampio respiro “Amico Barba Bianca” sul versante sud (in ricordo di Mario Ferrari, mitico gestore della “Locanda Fizzi” di Crampiolo) e “Ricordando Cassin” sul versante est, aperta nel 2010 poco dopo la morte del celebre alpinista. “Quest’ultima impresa”, ha commentato Paolo Crosa Lenz, presidente delle Aree Protette dell’Ossola, “dimostra come le Alpi Pennine e Lepontine costituiscano ancora un eccellente terreno per un alpinismo di scoperta per scalatori che abbiano ancora voglia di esplorare terreni inediti. Queste montagne storiche rivelano volti nuovi e lo faranno anche in futuro grazie alle tutele garantite dal parco naturale”.

Fonte:

http://www.areeprotetteossola.it/it/ente-parco/ufficio-stampa/archivio-news/item/1149-una-nuova-via-alpinistica-sul-pizzo-fizzi

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