Il caricabatteria al collo

E’ proprio vero, non se ne può più di questo arcinoto scrittore, scultore, commentatore che il 19 giugno 2018 dalle pagine del Corrierone sponsorizza raid automobilistici tra le crode dolomitiche, addirittura a “salvaguardia della biodiversità e dell’ambiente”. Lo segnala in FB e in questi termini Michele Comi, guida alpina malenca e fustigatore del cattivo alpinismo, pubblicando anche un’immagine (qui sotto riprodotta) di “Corriere motori” in cui Mauro Corona posa accanto a un suv. Ma non ne può più di lui neanche il Corrierone stando a quanto pubblica Aldo Grasso che giovedì 14 giugno 2018 nella sua rubrica esprime ampie riserve sulla reale “statura” intellettuale dello scrittore scultore di Erto. Grasso si sfoga ridicolizzando l’Heidi di Erto e Casso, il re della motosega, il buon selvaggio, il principe azzurro che deve risvegliare con un bacio la principessa sul pisello. “Già, perché Corona”, osserva Grasso, “ha cominciato a corteggiare Bianca Brlinguer, a fare il simpatico buffone, a trasformarsi nella parodia che Maurizio Crozza faceva di lui. La coppia funziona a meraviglia: lei, alla Fazio, finge di scandalizzarsi alle avances azzardose dello scrittore ciabattone e lui, il montanaro da televisione butta lì la sua mercanzia: cita a vanvera Nietsche e Thomas Bernhard, non più scrittore alpinista ma filosofo-ridente, sputa veleno su Renzi, fa il piacione con Marco Minniti. Sperando che qualcuno ci caschi e lo consideri davvero un bracconiere del pensiero dei boschi”.

L’ultima immagine di Corona. In questi giorni nelle pagine del “Corrierone” sponsorizza raid automobilistici tra le crode dolomitiche, addirittura a “salvaguardia della biodiversità e dell’ambiente”…

Nel 2016 sempre sul Corriere della Sera lo sferzante Grasso (che per ripicca, Corona definisce pubblicamente un uomo con il “cognome in sovrappeso”, con quanta sensibilità ognuno può immaginare) prese spunto da una discutibile dichiarazione dello scrittore alpinista di Erto alla “Zanzara” per fare dell’ironia sulla sua “igiene creativa”. Con quel suo cupio dissolvi che non risparmia niente e nessuno, nemmeno se stesso, Corona dichiarò infatti di non amare troppo l’acqua. Ma quella volta non accennava alla sua propensione etilica per il tocai e il cabernet piuttosto che per la caraffa del sindaco. Si riferiva alla sua igiene intima. “Quando esagero”, disse, faccio una doccia al mese, adesso sto per completare il secondo mese senza farne nemmeno una. Ma non disturbo nessuno, vivo da solo, i miei cani mi sopportano”. Poi aggiunse: “Sono come una chioccia che cova la sua sporcizia. Non ho rapporti con nessuno, vivo da solo, posso stare anche così. E quando mi faccio la doccia sto pochissimo sotto l’acqua. Mi lavo quel pezzettino lì, perché non si sa mai. Quella zona lì la tengo a posto”.

Corona piaceva quando gli sorridevano i monti e le caprette gli facevano ciao, per dirla ancora una volta con Grasso. Ora molto meno, secondo alcune rispettabili opinioni. A proposito, si presenta come amico della natura e non risparmia invettive contro gli ambientalisti “da suv” (senti chi parla) e contro gli ambientalisti in generale che da tempo lo ricambiano con una dichiarata antipatia. Però è sempre in video con il caricabatteria al collo. Forse un attraente feticcio per l’aspirante bracconiere del pensiero dei boschi. (Ser)   

One thought on “Il caricabatteria al collo

  • 21/06/2018 at 15:41
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    Probabilmente la TV gli ha FATTO GIRARE LA TESTA. IRRICONOSCIBILE, INDECENTE, DA ALLONTANARLO COME AMICO. Io l’ho già fatto cancellandolo DAI MIEI AMICI SU FB.

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