E questo sarebbe il Patrimonio dell’umanità

Da Mountain Wilderness Italia riceviamo e volentieri pubblichiamo un aggiornamento su quanto sta accadendo nelle Dolomiti, nei dintorni delle aree sciistiche ridotte a luna park. In Val di Fiemme, area Latemar, si sono portate perfino le palme…di plastica. Le società impiantistiche ormai decidono come usare il territorio senza renderne conto a nessuno. Ne risulta uno scempio della democrazia e del paesaggio come è possibile denotare dalle immagini che pubblichiamo.

Dolomiti e gonfiabili, cattivo gusto in offerta speciale

Sono in molti a essere rimasti stupiti davanti alla proposta di turismo di montagna banale e priva di minima identità al Zoldo Park in località  Pian del Crep a Zoldo Alto. In una proprietà delle Regole e su terreno affidato in gestione alla società Ski Civetta si è proposto un circo balneare. In molti si sono rivolti a Mountain Wilderness perché si intervenga per mettere fine a questo scempio culturale delle Dolomiti. Di fronte al Rifugio Pian del Crepa sono state installate strutture gonfiabili, tappeti elastici, percorsi a ostacoli, piscina, zona mare con sabbia, ombrelloni, lettini ecc. Non sembra di essere nel cuore delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, ma inseriti in una fiaba di dubbio gusto, imposta da persone che nulla comprendono dei valori della montagna: rimane evidente solo il paesaggio, uno scenario che fa solo da sfondo e dove prevale l’idea che l’unico obiettivo di questa imprenditoria sia legato al fare cassa. Già simili cose le abbiamo lette in Dolomiti, le auto portate in Tofana con gli elicotteri, raduni di quad che stracciano torbiere, moto che ammorbano l’aria limpida e troppa carta patinata e libri fotografici privi di anima e di cultura.

Di fronte al Rifugio Pian del Crep sono state installate strutture gonfiabili, tappeti elastici, percorsi a ostacoli, piscina, zona mare con sabbia, ombrelloni, lettini.

Si sta attirando turismo selvaggio, all’ospite si impedisce approfondimento, conoscenza, contatto con quanto le montagne, tutte, da secoli esprimono nei valori, nel significato più autentico della bellezza. Chi ha il pessimo gusto di promuovere in questo modo le Dolomiti non dispone di visione di lungo periodo: gli ospiti che si fermano nel mondo dei Balocchi troveranno simili e più efficaci offerte sulla riviera adriatica o a Hong Kong. E li finiranno, portando l’economia turistica e il significato stesso di Dolomiti UNESCO alla sconfitta.

Mountain Wilderness rivolge un accorato appello alle Regole e alla società Ski Civetta, alle Istituzioni, affinché intervengano immediatamente per rimuovere tale sfregio e pongano un freno a questo modo di fare turismo in alta quota, nelle Dolomiti, prima che simile banalizzazione distrugga la nostra dignità e identità. Non è possibile maltrattare la montagna in questo modo. Dove è finito l’orgoglio delle genti dolomitiche e ladine? Cosa significa cultura di montagna oggi? Come far rinascere e poi coltivare un modo diverso di proporsi nel mercato turistico? E’ ora di dire basta a questo sfruttamento della montagna che la porta a essere un osceno non luogo privo di dignità. E che dire dell’impatto di quel fracasso tutto intorno al rifugio e vicinissimo ai boschi, sulla fauna selvatica? Saranno queste, da qui in poi, le Dolomiti per le quali ci siamo impegnati per farle diventare Patrimonio dell’Umanità? Se così dovesse essere è meglio rinunciare da subito al patrocinio UNESCO.

Mountain Wilderness Italia

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