Nella Milano olimpica anche il Duomo diventa montagna

Milano ha presentato il suo studio di fattibilità per le Olimpiadi del 2026: riguarda in particolare lo stadio Meazza, la pista Stelvio, e soprattutto piazza Duomo. In questa fase della storia del Cio alla ricerca di sobrietà e strutture low cost, la città dell’Expo risulta quella che ha più possibilità come dimostrano le simpatie raccolte durante i Giochi di PyeongChang. E’ una Milano che si sente abbastanza forte da andare avanti da sola, come ha annunciato il sindaco Giuseppe Sala. Due anticipazioni. Cerimonia inaugurale e di chiusura allo stadio Meazza, premiazioni alla Medal Plaza eretta in piazza Duomo: si, proprio al cospetto di quel Duomo che Dino Buzzati con la preveggenza che è propria dei grandi artisti aveva immaginato in un suo celebre quadro come se magicamente facesse parte delle Dolomiti, con quei pinnacoli che si protendono verso il cielo e il sagrato con i covoni di fieno.

Il quadro intitolato “Il Duomo di Milano” (qui sopra un particolare) è una tempera su olio del 1958. Buzzati (1906-1972), grande firma del Corriere della Sera, era anche un pittore abile e pieno di fantasia. Il quadro è apparso per la prima volta sulla copertina di Bàrnabo delle montagne, il suo primo romanzo scritto nel 1933. “La pittura”, diceva Buzzati, “per me non è un hobby, ma è il mio vero mestiere: anche se nei quadri continuo a narrare delle storie come nei libri”. Quello che oggi stupisce è l’attualità che quel quadro assume nella prospettiva che Milano, trasformata per le Olimpiadi del 2026 in un’impareggiabile mountcity al centro delle Alpi, ospiti i Giochi con quattro fan zone al Castello Sforzesco, ai Navigli, a piazza Gae Aulenti e alle Tre Torri. I Villaggi olimpici sarebbero ospitati all’ex ospedale di Sondalo e allo scalo ferrovario di Porta Romana, pronto a essere trasformato in residenza per gli studenti della Bocconi. Altri scenari: Bormio, Santa Caterina, il ghiaccio nei palazzetti milanesi. La pista di bob? Ma certo, a Sankt Moritz, la famosa Cresta Run è già stata messa a disposizione dalla cittadinanza grigionese. Con il corredo, è ovvio, della magica Engadina. (Ser)

One thought on “Nella Milano olimpica anche il Duomo diventa montagna

  • 06/07/2018 at 19:36
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    Quando ho letto la notizia della candidatura di Milano alle Olimpiadi invernali 2026 sono rimasta allibita. Sono anziana, sono milanese ma non potevo immaginare che il parco del Castello potesse diventare una pista di fondo olimpica e tutto il resto di conseguenza, con la strada per la Valtellina che dovrebbe essere duplicata sopraelevandola. Forse questo progetto è espressione del desiderio di onnipotenza dell’uomo che pensa che niente sia impossibile. Il quadro di Buzzati è stato tanto ammirato proprio perché era un sogno, una fantasia, un luogo improbabile pieno di fascino. E’ una bella sfida per Milano diventare una città montana e anche se l’idea mi fa sorridere sono curiosa di vedere come sarà realizzato il programma.

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