L’animalista furioso

Prima la provincia autonoma di Trento. Poi quella di Bolzano. A distanza di pochi giorni hanno approvato la legge che consente di uccidere lupi e orsi. Anche se il provvedimento riguarda gli esemplari pericolosi. È ovviamente scoppiata la polemica. “É bastato che la Provincia si dotasse di una legge che prevede la possibilità di ‘prelevare’ un lupo o un orso per mettere il Trentino dritto dritto nel mirino degli animalisti”, osserva il cronista di un quotidiano locale. Che titola “Furia animalista contro il Trentino” facendo capire che è meglio diffidare di tali esagitati. Effettivamente, come dopo la morte per anestesia di Daniza e l’abbattimento, lo scorso agosto, di K2j sul Bondone, si è messa in moto la macchina del dissenso animalista, con l’invito sui social a boicottare il Trentino (statisticamente più a parole che nei fatti). Questa volta però nella macchina del dissenso si è messo in evidenza anche il ministro dell’ambiente Costa che annuncia: impugnerò la legge (vedi Corriere della Sera di domenica 8 luglio). Ma intanto si apprende che sull’approvazione della legge provinciale che prevede una gestione autonoma della fauna dei predatori autorevolmente intervenuto il Wwf. Questi provvedimenti, spiega il Wwf, sono un precedente gravissimo. La fauna, secondo la Costituzione, è un bene indisponibile dello Stato e la gestione delle specie più importanti e minacciate va fatta almeno su base nazionale avendo una visione complessiva e non localistica, tanto da essere regolata da Direttive Europee ed internazionali. Lasciare che la Provincia di Trento si arroghi il diritto di gestire in totale autonomia orsi e lupi, che sono un patrimonio di tutti i cittadini, sarebbe come se fosse consentito alla Regione Lazio di decidere con una legge regionale di provare a risolvere i problemi del traffico prendendo in considerazione l’ipotesi di abbattere il Colosseo, un patrimonio di tutti gli italiani o meglio un patrimonio dell’umanità, per edificare un parcheggio. In questi termini si esprime dunque il Wwf che invita il Governo a impugnare immediatamente questo provvedimento e (ove venisse approvato) quello della Provincia di Bolzano davanti alla Corte Costituzionale. E’ ciò che pensano, più o meno furiosamente, tutti gli animalisti e che dovrebbe pensare tutta la società civile. La democrazia si basa anche sul dissenso e sappiamo benissimo dove conducono il tacere o il dire che tutto va bene. (Ser)

Nella foto un corteo del fronte animalista a Trento nel 2017 dopo l’uccisione dell’orsa Kj2.

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