San Candido, scempio al cubo

Unica soluzione: renderlo invisibile. Al centro delle polemiche che stanno montando nel ridente centro di San Candido in Val Pusteria è il pavillon in cemento armato destinato a ospitare le bande musicali giudicato a furor di popolo e di turisti decisamente brutto. Wittfrieda Mitterer, direttrice del Curatorio per i beni tecnici e culturali di Bolzano, ne propone la dematerializzazione per renderlo invisibile. “Premesso che se è un progetto che è stato portato avanti e realizzato con fondi pubblici”, ha spiegato al Corriere del Trentino, “significa che c’è una maggioranza che lo ha voluto e approvato. Penso che sia sicuramente un edificio con un linguaggio architettonico moderno che non tiene conto del contesto in cui è inserito”. La proposta è dunque di dematerializzarlo attraverso un concept figurativo, con colori tali da renderlo invisibile. Una posizione di dissenso nei confronti della struttura è espressa anche dal presidente della sezione di Bolzano di Italia Nostra, Stefano Novello: “La nostra associazione da sempre si batte per la salvaguardia dei centri storici anche attraverso la tutela degli insiemi. Nella commistione fra architettura moderna e contesti storici consolidati, la prima non deve imporsi come presenza prevaricante rispetto all’armonia ed al fascino storico del paesaggio preesistente”. Non è mancata infine una stoccata di Vittorio Sgarbi che ha definito il manufatto “uno scempio al cubo”.

 

2 thoughts on “San Candido, scempio al cubo

  • 05/08/2018 at 22:57
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    Il nuovo auditorium sta cambiando il centro storico di San Candido in peggio .. se continueranno su questa strada perderanno molti turisti affezionati al paesaggio ed alla tradizione come noi che veniamo dal 1991 !

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