Sistema montagna, quali progettualità

Fuori una distesa di prati e boschi e il panorama del Lario con i contrafforti delle Grigne che giganteggiano sulla sponda di fronte. Dentro, in un anfratto piuttosto oscuro del Centro polisportivo di Schignano (Como), il work shop dell’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste (Ersaf) della Regione Lombardia, con un manipolo di studiosi ed esperti di turismo saliti a discutere sulla montagna “come territorio di cultura”. L’evento martedì 10 luglio 2018 ha inteso “promuovere il patrimonio culturale materiale e immateriale come opportunità per la valorizzazione e il rilancio del sistema montagna favorendo la diffusione di esperienze culturali innovative”. Ed ecco sul sistema montagna esprimersi nel suo brillante excursus l’antropologo Annibale Salsa. “Qualcosa di nuovo e di antico: c’è innovazione nella cultura di montagna?” è il titolo della relazione. Risposta scontata. Le Alpi, le montagne e le aree interne italiane sembrano conoscere una rinnovata e talora inedita attenzione e centralità. Si guarda alle montagne non più solamente in termini di turismo, alpinismo o tutela dell’ambiente. E si sente dire sempre più di frequente che il territorio montano, di fronte alla crisi delle pianure urbanizzate, assume i contorni di uno spazio di vita dove mettere a punto nuove progettualità…

E’ la gentile Chiara Somajni dell’Ecomuseo delle Grigne a portare la prima testimonianza. Riguarda una grande sfida vinta nelle montagne del Lecchese. A Esino, paesino di 720 anime tra la Valsassina e il Lago di Como (Lario) si è svolto nel 2016 il raduno mondiale dei volontari di Wikipedia, la maggiore enciclopedia informativa (e gratuita) del mondo. Raduno che ha richiamato quasi duemila persone: un risultato incredibile per un piccolo centro turistico démodé e carente di strutture. Che però oggi, grazie a quell’evento, rappresenta  un simbolo del riscatto delle piccole realtà di montagna.“E’ stato un grande risultato anche sul piano della comunicazione grazie soprattutto al tam tam dei siti internet”, chiarisce la Somajni. Giusto che sia così: l’era digitale non può che portare benefici alla montagna strappandola al suo isolamento.

Risultato? Due anni dopo a Esino tutto è apparentemente come prima. E tuttavia la comunità sembra essersi orgogliosamente ricompattata nella consapevolezza delle risorse che ha saputo trovare. Forse ci voleva Wikipedia perché la Regione Lombardia approvasse, il 12 gennaio 2018, la delibera relativa alla promozione dell’accordo di programma denominato “Itinerari tra lago e monti – passeggiando tra lago & monti nei comuni di Bellano, Lierna, Taceno, Varenna”. Il programma coinvolge varie associazioni: Wikimedia Italia, Wikimedia Svizzera, Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera e istituzioni della Lombardia. Staremo a vedere.

Sulla cultura in montagna “come territorio di collegamento” si esprime poi appassionatamente Maurizio Dematteis, intrepido direttore della rivista Dislivelli che festeggia nel 2018 il decennale e veicola importanti iniziative come l’osservatorio Trip Montagna, la rete di Sweet Mountains che sviluppa un turismo esperienziale, l’iniziativa Alp Foodway per valorizzare il patrimonio alimentare alpino, il programma Corpo Link Cluster per la diffusione della cultura teatrale. Il tutto con il sostegno della Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino e della Compagnia di San Paolo. C’è un ottimismo nelle parole di Dematteis che viene da contrapporre alla visione funerea di Nuto Revelli e del suo famoso “Lassù gli ultimi”. La montagna evidentemente non è più “il mondo dei vinti”. Oggi è concreta un’inversione di tendenza nel processo di spopolamento che si è aperto in montagna nel dopoguerra. E una serie di risposte sono racchiuse proprio nei 15 capitoli del libro-inchiesta “Via dalla città” (www.deriveapprodi.org, 189 pagine, 18 euro) dello stesso Dematteis che ha venduto la bellezza di 14 mila copie: segno che l’argomento, oltre a essere stato trattato con sapienza e spirito critico, è di quelli che oggi più appassionano. Nel suo libro Dematteis è andato a snidare, usando rigorosamente i mezzi pubblici, i giovani malgari ex cittadini che scelgono di vivere in montagna. Persone che, per paradosso, nel momento in cui lasciano i centri urbani di pianura per trasferirsi in montagna, riaffermano il diritto alla città, anche nel cuore delle Alpi. “Un diritto inteso come civitas”, spiega Dematteis, “fatta di legami sociali, servizi e istituzioni capaci di offrire ai cittadini, dovunque risiedano, i vantaggi di una vita, per l’appunto, civile”.

Tutti sono concordi a Schignano nell’asserire che oggi a questo trend deve fare seguito uno scambio di esperienze culturali innovative fra territori montani, ma anche tra città e montagna e che si creino “network culturali” fra soggetti. In quest’ottica si sono ascoltate con interesse le esperienze di Elena Turetti del Distretto Culturale Valcamonica, di Michele Airoldi che ha presentato la collaudata rassegna LetterAltura in programma in settembre sulle sponde del Verbano, e di Renata Meazza dell’Archivio Etnografia e Storia Sociale della Regione Lombardia. Il workshop si è concluso con la visita al singolare museo delle Maschere di Schignano, famoso anche per il suo carnevale: una meta da tenere a mente fra le tante offerte dal magico Lario. (Ser)

Il programma del workshop di Schignano (Como) che vanta un famoso carnevale (foto in apertura di Daniela Rampoldi).

 

Commenta la notizia.