Tiro al piattello dello ski-lift

I più abili afferravano il piattello al volo, lo infilavano tra le gambe e via verso nuove discese in sci. I meno esperti lasciavano che fosse l’uomo dello skilift a provvedere. Ma ora niente più piattelli negli impianti di risalita che sono sempre più cool, super performanti, capaci di portarti in quota in un amen. E il piattello è diventato un cimelio da esibire come un soprammobile di famiglia sul camino di casa. L’operazione amarcord ha preso il via ad Artesina, sulle montagne del Cuneese. Un impianto, quello di Rocche Giardina, è andato in pensione dopo 40 anni. Da quel giorno, come informa il quotidiano La Stampa, è partito un tam tam per aggiudicarsi gli ultimi pezzi dello skilift del cuore, il primo costruito in Piemonte – era il ’79 – dalla Leitner di Vipiteno, diventata poi un colosso mondiale dell’impiantistica a fune. Ora i vecchi proprietari stanno progettando di cedere tutto quel che resta alla Pro loco che metterà in vendita i piattelli a scopo benefico per attività sul territorio: ciascuno avrà un certificato di provenienza con sopra la storia del mitico Rocche Giardina.

Una veduta di Prato Nevoso, cittadella  dello sci  (ph. Serafin/MountCity) e, in alto, il piattello dello skilift ormai in disuso.

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