Meno sci, più turisti

Mentre in Italia, su fronti contrapposti, Torino, Milano e Cortina si battono per la candidatura ai Giochi invernali del 2026 non andrebbero ignorati gli aspetti negativi di questo ambito evento, a cominciare da quelli economici. Negli ultimi 50 anni i Giochi hanno registrato uno sforamento medio del 257% fra budget iniziale e costo finale, sia per le edizioni estive, sia per quelle invernali. I residenti delle città ospitanti hanno dovuto ogni volta sobbarcarsi imposte e balzelli aggiuntivi nei 20 o 30 anni successivi per assecondare le ambizioni faraoniche dei loro governanti. Fa testo il caso del Tirolo austriaco che il 15 ottobre 2017, con un referendum, si è espresso contro la candidatura di Innsbruck alle Olimpiadi invernali del 2026. Nella città di Innsbruck il fronte del no ha toccato il 67% dei votanti. Un no con importanti precedenti: come Monaco di Baviera e il Cantone dei Grigioni in Svizzera. In occasione dei Giochi del 2006 a Torino, la Valle di Pesio non ha voluto essere coinvolta…

Le cifre, stando a quanto pubblica Businessinsider (https://it.businessinsider.com/il-paradosso-del-tirolo-come-aumentare-i-turisti-e-il-pil-diminuendo-gli-investimenti-in-infrastrutture-sciistiche/) parlano chiaro: secondo Tourismus-Satellitenkonto Tirol, tra coloro che fanno del turismo nella regione, il 63% viene per fare escursionismo (era il 56% nel 2006), il 18% per l’alpinismo e l’8% per l’arrampicata sportiva rispetto al 3% del 2006. Sempre i dati ufficiali attestano che gli investimenti totali in infrastrutture (funivie, impianti di innevamento artificiale, piste da sci) decrescono passando dai 350 milioni di euro del 2010-2011 ai 299 del 2016-2017.

In particolare, per l’innevamento artificiale l’investimento è sceso da 82 a 68 milioni di euro e per le piste da sci la spesa è rimasta praticamente identica: 71 milioni di euro nel 2010-2011 e 70 nel 2016-2017. “A fronte di una riduzione degli investimenti materiali, il Tirolo ha incrementato la qualità di quelli immateriali migliorando la ricettività diffusa e il margine economico sulla vendita di prodotti lattiero-caseari locali e dando grande impulso alla mobilità da e verso i Paesi confinanti, stipulando accordi con le Ferrovie Federali Austriache, con la Deutsche Bahn tedesca e con la Swiss Federal Railways”. Questo si legge. Sono tutti indicatori di una direzione ben precisa verso la ricerca della sostenibilità ambientale che, in questo caso, va a braccetto con un benessere materiale e immateriale diffuso. Vale la pena di agitarsi tanto per mettersi all’occhiello il fiore forse anacronistico e sul punto di appassire dei Giochi invernali? (Ser)

Sopra un’immagine del Tirolo (Piotr Turkot / wspinanie.pl)

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