I macabri messaggi dei ghiacciai

Vestiti a brandelli, scarponi, una mano mummificata: dai ghiacciai questa estate “spuntano” parecchi resti di persone scomparse. Effetto del riscaldamento globale. Negli ultimi tempi, tre ritrovamenti, due in Svizzera e uno in Francia. In particolare sul ghiacciaio di Tsanfleuron, in Vallese, sono stati trovati i corpi mummificati di una coppia di sposi scomparsa dal 1942. L’uomo e la donna erano partiti a piedi da Chandolin, presso Savièse, per andare a nutrire il bestiame in un alpeggio nel cantone di Berna e di loro non si era più trovata traccia, nonostante le ricerche. Nelle Dolomiti, la Marmolada lascia affiorare nuovi “tesori” dormienti e protetti da oltre un secolo dalla coltre bianca. Sono i resti della poco amena residenza attorno ai tremila metri dei militari che hanno sfidato la morte durante la Grande Guerra. Gavette, posate, scarponi, reticolati, bombe, fucili e baionette oggetti oggi ricoperti di ruggine e persino un vecchio forte, fanno gola a decine di “recuperanti”.

Ma non è tutto perché il ghiacciaio della Marmolada, che praticamente non c’è più, restituisce anche lattine, bottiglie, cavi di vecchi impianti di risalita. Una pacchia per i collezionisti di souvenir. Sempre più avaro il ghiaccio è invece nel fornire acqua alle pianure assetate: purtroppo sull’onda del riscaldamento climatico, la maggior parte del volume dei ghiacciai è destinata a scomparire entro il 2100.

L’evoluzione del volume d’acqua accumulata nei ghiacciai svizzeri (bacini del Rodano e del Reno, Engadina e Ticino). (SCNAT/RSI)

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