Il piacere di camminare sull’acqua

In Valle d’Aosta li chiamano ru, nel Vallese bisses. Sono i ruscelli artificiali che portano l’acqua da utilizzare per l’irrigazione. Scorrono a cielo aperto o più di frequente vengono intubati pur mantenendo il tracciato originario e l’acqua se ne va invisibile sotto i piedi di chi cammina. I ru principali sono stati costruiti tra il XIII ed il XV secolo. Alcuni sono tuttora utilizzati e vengono mantenuti efficienti da personale specializzato. I ru hanno avuto ed hanno tuttora un ruolo importante nell’economia valdostana, permettendo di coltivare terreni troppo inclinati per trattenere l’acqua e in zone troppo esposte al dilavamento improvviso ma in generale toccate da scarse precipitazioni. La loro importanza è attestata anche dalla manutenzione eseguita un tempo collettivamente attraverso le corvée e in particolare per la figura del “controllore dei ru” o custode delle acque (revé in dialetto valdostano), un vero e proprio esperto addetto all’apertura e alla chiusura delle chiuse per la distribuzione dell’acqua tra i diversi appezzamenti. A Ollomont in Val Pelline il Tour dei “rus” è un percorso che costeggia due diversi canali, il Ru de By e il Ru de Mont. Per chi non ama affrontare dislivelli eccessivi, questi percorsi immersi nella foresta costituiscono un’interessante attrattiva turistica e si presentano come facili e comodi sentieri da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo: ideali per ascoltare la voce dei monti a debita distanza dall’arrembaggio consumistico a cui è esposta di questi tempi la montagna. (Ser)

Una scaletta metallica permette di superare un salto d’acqua nel Ru de Mont a Ollomont (AO). In alto un aspetto delle bisses del Vallese che, come i ru, consentono di irrorare i campi nei periodi di siccità. (ph. Serafin/MountCity)

I principali ru della Valle d’Aosta

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