Devero, fermate quel progetto

Un centinaio di persone si sono raccolte il 9 agosto 2018 al Museo dell’Alpeggio di Devero per ascoltare le riflessioni sul futuro di quest’area protetta in una serata organizzata da Legambiente e dal Comitato Tutela Devero formatosi alla fine del 2017 per contrastare il progetto denominato “Avvicinare le montagne”contro la cui realizzazione sono state raccolte in un referendum su www.change.org più di 60 mila firme. Un’enormità, visto che a lanciare la petizione rivolta alla Regione Piemonte erano stati pochi ambientalisti, in prima linea Mountain Wilderness Italia. Il progetto presentato dalla società San Domenico Ski prevede una spesa di 170 milioni (40 messi dal pubblico) per trasformare l’oasi naturale in un comprensorio sciistico per migliaia di persone.

Ha condotto Luca Vanini, tra i fondatori del Comitato, sottolineando come si sia trattato di un incontro di carattere informativo e introducendo i temi. Il presidente dell’Ente Aree Protette dell’Ossola Paolo Crosa Lenz ha ribadito con energia la contrarietà al progetto appartenente a una “cultura” che con la montagna ha ben poco a che fare, molto invece con un concetto di sfruttamento delle risorse anche immateriali, come la bellezza di un paesaggio. Michele Galmarini, nato e vissuto all’Alpe Devero e a sua volta fondatore del Comitato, ha descritto il valore irrinunciabile dell’unicità di questo meraviglioso angolo delle Alpi. Molto dettagliato, come si può desumere da una cronaca diramata dal Comitato tramite Facebook, l’intervento di Raffaele Marini rappresentante della Commissione per la tutela dell’ambiente montano, organo tecnico del Cai, che ha spiegato la posizione assunta dal Club alpino: una posizione di “preoccupazione e disappunto” nei confronti del piano strategico, rimarcando l’irrinunciabile valore dell’ambiente naturale non sacrificabile a interessi economici. Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi e Presidenza Nazionale del Comitato Scientifico di Legambiente, ha ricordato le numerose esperienze di turismo sostenibile che stanno sviluppandosi nelle Alpi, indicandole come la strada da percorrere per un’area così preziosa come l’Alpe Devero. Ha chiuso la serata la lettura di una lettera inviata al Comitato dallo scrittore Paolo Cognetti, vincitore del premio Strega 2017. “La conservazione della vostra montagna”, scrive Cognetti, “non è solo ecologia: è anche il vostro futuro economico: un paesaggio integro varrà sempre più nei prossimi anni e ancora di più per i vostri figli. Varrà oro”.

L’affollata riunione del Comitato Pro Devero al Museo dell’Alpeggio.

Il Consiglio Direttivo del Cai Piemonte presieduto da Daniela Formica, aveva incontrato in giugno i rappresentanti di San Domenico Ski che hanno esposto la  proposta progettuale, dalla quale hanno affermato essere stato ad oggi stralciato il previsto collegamento funiviario tra l’Alpe Bondolero ed il Monte Cazzola; è stata ribadita la posizione del CAI, espressa nel Bidecalogo, in merito alla realizzazione di nuove infrastrutture e come il concetto di gestione del territorio insito nel progetto sia in contrasto con gli indirizzi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e possa contribuire alla frammentazione degli habitat e al consumo del suolo in contrapposizione alle direttive europee.

 

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