Agitu sotto tiro. Tira una brutta aria

Agitu Idea Gudeta, l’imprenditrice trentottenne originaria di Addis Abeba che in Trentino è titolare dell’Azienda Agricola La Capra Felice (vedere mountcity.it del 7 marzo 2017), ha denunciato un caso di stalking aggravato dall’odio razziale. La Procura ha aperto un’inchiesta. E’ quanto purtroppo si apprende il 28 agosto 2018 dalle pagine del Corriere del Trentino. A minacciare di morte l’intrepida malgara risulta che sia un vicino, un pastore di 50 anni, che però nega di averla aggredita. “Il Trentino non è razzista. Fino ad ora non mi ero mai sentita nera. Ma l’aria del Paese condiziona i deboli”, ha spiegato Agitu. Quella in cui opera l’imprenditrice non è una comunità chiusa come nel film di Giorgio Diritti “Il vento fa il suo giro” dove si raccontava del fallito tentativo di inserimento in una comunità montana occitana di un neorurale, Philippe, ex professore francese. “Non è un conflitto di marginalità”, spiega al giornale il sociologo Giuseppe Sciortino, docente dell’università di Trento e studioso dei fenomeni migratori, “ma un episodio che parte da una vicenda di integrazione. La signora è un’agricoltrice, protagonista di una vicenda di successo. Nell’altra persona, da quel che ho letto dalle cronache, sembra quasi emergere un sentimento di invidia che si manifesta con forme razziste”. Quanto pesa una politica che usa le parole come pietre?, è stato poi chiesto al professore. “Sarebbe opportuno un abbassamento dei toni”, è stata la sua lapidaria e condivisibile risposta. “Continuare a giocare sulla paura dell’altro è pericoloso”, dice lo scrittore Andrea Camilleri. Che aggiunge: “non ho rimpianti per il passato. Però questo è davvero un brutto passaggio nella storia italiana che temo non abbia paragoni con altri periodi”.

Nella foto sopra il titolo Agitu in un’immagine pubblicata dal Corriere del Trentino. Qui sopra come appare nel sito della sua azienda agricola “La Capra Felice”.

“Al pari del Medioevo”, spiega a sua volta (ottimisticamente) lo studioso di Antropologia culturale Annibale Salsa, “sulle Alpi stanno insediandosi genti che provengono da regioni extralpine. Niente di nuovo sotto il sole. I walser non erano affatto a quell’epoca indigeni delle regioni alpine. Risalivano dalla pianura, poi sono arrivati nell’Elvezia e lì è cominciata la diaspora al di qua delle Alpi. Morale: oggi come allora, montanari si diventa. Perché l’uomo è un animale culturale, quindi la dimensione scritta, genetica ha una rilevanza minima rispetto alla dimensione acquisita”.

Agitu Idea Gudeta, imprenditrice trentottenne, è titolare in Trentino dell’Azienda Agricola “La Capra Felice”. Quando aveva 18 anni, venne in Italia per studiare sociologia all’università di Trento. Poi tornò in Etiopia, da dove nel 2010 è stata costretta a scappare perché aveva ricevuto minacce da parte del governo guidato dal Fronte di liberazione del Tigrè (Tplf), al potere dal 1991. Nella valle dei Mocheni gestisce da cinque anni un allevamento di capre e un caseificio: undici ettari di pascoli sottratti all’abbandono e ottanta capre da latte. La sua sfida? Salvare dall’estinzione la bellissima capra Mochena. (Ser)

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