Scalate virtuali al tetto del mondo

Il Museo della Scienza a Milano e Sony Interactive Entertainment Italia ti portano fino al 30 settembre 2018 sulla vetta più alta della terra grazie a PlayStation®VR. Riuscirai a raggiungere gli 8.848 metri? Ci ha provato Dario Monti, esperto di vie storiche e gran conoscitore della storia dell’alpinismo. Ed ecco come è andata.

“Una voragine di ghiaccio sembra ingoiarci”

Ci si avvicina con qualche aspettativa in più: i videogiochi ci hanno già mostrato i rudimenti della realtà virtuale e gli articoli delle riviste specializzate ci hanno da tempo introdotto nelle infinite possibilità dei simulatori, dall’addestramento al volo alla preparazione dei medici alla chirurgia robotizzata.  Si accede al mezzanino della sala dedicata all’aviazione ed alla nautica del museo della Scienza e delle Tecnologia di Milano e ci si trova davanti ad alcune postazioni di una nota consolle per videogiochi che, seppure dell’ultima generazione, sembrano poco adatti ad uno spazio museale: non ci sono guanti tattili modulari da indossare o stepper su cui salire e sperimentare con le gambe ed i piedi la salita all’Everest, solo un visore stereoscopico e due pomelli colorati con qualche pulsante da stringere con le mani. Un tecnico ci spiega come utilizzare i bottoni per procedere sulla neve saltando, per impugnare le piccozze o i gradini della scala a pioli, per guardare attorno senza muovere il busto e le gambe.

Forse, fra qualche anno, qualcuno renderà l’esperienza completa, permettendoci di usare le gambe e i piedi, di sentire il vento, il freddo e la fatica…

E così ci apprestiamo a vivere l’avventura sul tetto del mondo senza le gambe che, ci spiegano, dovranno restare ben ferme altrimenti la consolle potrebbe non funzionare correttamente o addirittura bloccarsi. Il gioco o meglio lo spettacolo ha inizio: si indossa il visore, si afferrano i pomelli. Dopo i titoli di testa l’audiovisivo in 3d ci porta al campo base alle pendici dell’Everest, ci guardiamo attorno, sopra, sotto, l’effetto presenza è abbastanza reale, ci troviamo su un nevaio. Inizia la simulazione: con il pulsante avanziamo a salti seguendo una guida che si ferma di fronte ad un crepaccio da attraversare su una stretta passerella.

Al primo passo (salto) guardiamo in basso: una voragine di ghiaccio sembra pronta ad ingoiarci, ma in due salti siamo al sicuro dall’altra parte dove salutiamo la guida per poter continuare l’esperienza. Un nuovo video ci porta più in alto proponendo altri punti di vista a 360 gradi. Dopo qualche istante di attesa ci troviamo di fronte ad una scala che ci permette di salire lungo una parete di ghiaccio: ora dobbiamo usare le braccia e le mani per trascinarci su per i pioli di alluminio in quanto le inutili gambe ormai ci sembrano morte. Per arrivare alla cima ci sono altri tre scenari che impariamo ad affrontare con la determinazione di un disabile subendo giramenti di testa, difficoltà di respirazione e appesantimento alle braccia. L’ultimo video dalla cima ci presenta un tramonto mozzafiato e l’alba successiva sugli ottomila himalayani.

Ci togliamo il visore, tutto sommato ci è andata bene: solo un blocco di qualche minuto risolto dal tecnico che è corso in nostro aiuto, ma c’è stato chi ha cominciato ad avere problemi con le simulazioni fin dall’inizio e chi si è sentito male durante le proiezioni 3d. Riprendiamo confidenza con le gambe e scopriamo con piacere di poter ancora camminare.  Forse, fra qualche anno, qualcuno arriverà a rendere l’esperienza completa, permettendoci di toccare, di usare le gambe e i piedi, di sentire il vento ed il freddo e la fatica… Sarà l’inizio di un era in cui “la Montagna andrà da Maometto” con le conseguenze che ognuno potrà divertirsi ad immaginare.

Al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano tutti i fine settimana fino al 30 settembre 2018.

Dario Monti

http://www.museoscienza.org/news/everestvr/

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