Stop alla montagna cafona. Anche il Cai interviene

Gli operatori tracciano un primo bilancio positivo della stagione estiva sulle nostre montagne, con il patrimonio naturalistico a fare in molti casi da principale attrattore nei confronti dei visitatori. L’altra faccia del turismo in montagna è però una disordinata frequentazione dell’ambiente alpino da parte di persone prive di adeguata sensibilità, preparazione ed educazione. Giunge a proposito, meglio tardi che mai, il convegno annunciato dal Club Alpino Italiano sabato 24 novembre 2018 a Longarone sul tema “Frequentazione responsabile della montagna nell’era del social network”. Titolo che si accompagna a una chiarissima indicazione sui contenuti del simposio: “Impatti negativi sull’ambiente naturale: posizione e ruolo del Club Alpino Italiano”. “Il CAI non ha né il compito, né il desiderio di imporre divieti”, spiegano gli organizzatori, “ma da osservatore assiduo constata la sempre più allarmante situazione che ogni anno viene a crearsi con queste forme d’invasione incontrollata e poco rispettosa degli ambienti alpini”.

Non ci si chiede però, o forse lo si farà a Longarone, come e in nome di quali interessi di questi tempi la montagna, quella che Mauro Corona definisce “griffata”, offra un’immagine sempre più banalizzata e addomesticata in funzione di una dilagante commercializzazione. Le aree sciabili lanciano parchi giochi tipo Disneyland come quello in funzione questa estate nel cuore delle Dolomiti patrimonio UNESCO, ai piedi del Pelmo: caprioli o marmotte plastificate, enormi palloni gonfiabili colorati, piscine e sedie a sdraio stile Rimini. “Sono addomesticate”, spiegò a suo tempo in un editoriale di “Mountain Wilderness Notizie” il direttore Luigi Casanova, “le montagne che si raggiungono con gli elicotteri: per l’eliski, per portare in quota le biciclette, perfino per dei barbecue, come accaduto in Valle d’Aosta. I sentieri in estate sono divenuti patrimonio delle biciclette, l’escursionista tradizionale è divenuto un fastidio, perfino nei boschi. Sentieri solcati sempre più spesso da quad e motociclette, e in inverno da motoslitte. Mezzi questi ultimi guidati da persone per lo più arroganti, incapaci di rispetto verso l’ambiente naturale, la fauna selvatica, verso altri frequentatori dei sentieri più tradizionali e meno impattanti”.

Che cosa ci si può aspettare da questa montagna ridotta a luna park, a succursale dei parchi cittadini? Ambienti delicati come il lago del Sorapiss nelle Dolomiti – è solo un esempio – sono sottoposti ogni estate a un impatto antropico ormai intollerabile come è stato denunciato un anno fa, nell’agosto del 2017, anche in questo sito. Si dovrebbe impedire che si considerassero e si trattassero come parchi giochi luoghi montani dall’equilibrio ecologico molto fragile. Sta di fatto che in questi giorni si parla di “sentinelle del territorio” con poteri anche sanzionatori che la Regione Veneto intenderebbe formalmente costituire per dare una mano ai carabinieri forestali, alla polizia locale e alle altre forze dell’ordine nella tutela dell’ambiente. Tutto ciò per porre un limite a schiamazzi, processioni vocianti, spiagge improvvisate, rifiuti abbandonati, cani lasciati vagare senza guinzaglio, danni al manto erboso, alla vegetazione, ai sentieri. Ma anche alle sempre più numerose uscite in notturna, alle gare in montagna di tutti i tipi, in tutte le stagioni e in tutti gli ambienti, anche i più estremi.

“Il CAI non ha né il compito, né il desiderio di imporre divieti”, si legge nella presentazione del convegno di Longarone, “ma deve porsi di fronte alla necessità di ripensare il proprio ruolo, nel tentativo di conciliare il principio di libera frequentazione della montagna con la necessità di maggior attenzione nei confronti del mantenimento del patrimonio naturale, favorendo la distribuzione dei flussi e aumentando l’azione formativa all’interno e all’esterno delle proprie sezioni: solo una maggiore conoscenza dei valori può generare più attenzione, più rispetto”. Se ne parlerà, ripetiamo, al convegno del 24 novembre di Longarone. Un appuntamento responsabilmente da non perdere. (Ser) 

Frequentazione responsabile: convegno a Longarone

Il alto al lago di Sorapiss (foto in alto) come a Rimini. Mauro Corona ha raccontato scandalizzato ai giornali: “Il lago è invaso da scalmanati: ragazzini che si tuffano, neanche si trovassero in un parco acquatico, gente che fa il bagno sui materassini gonfiabili e lascia ogni genere di rifiuti sulle rive”.

Il programma del convegno organizzato il 24 novembre a Longarone dal Cai sul tema “Frequentazione responsabile della montagna nell’era del social network” si aprirà con saluti della Sezione di Longarone nel 50° della sua fondazione. Introduzione, motivazioni e riflessioni di base sono affidati a Davide Berton (operatore naturalistico culturale nazionale CAI) e Chiara Siffi (Presidente Comitato Scientifico VFG CAI). Seguirà la testimonianza di due gestori di rifugio (Rif. Papa, Rif. Vandelli). Si parlerà poi di danni e problematiche sul suolo e sulla vegetazione a causa dell’eccessiva ed irrispettosa frequentazione della montagna (prof. Luca Bragazza Università di Ferrara e Swiss Federal Institute for Forest, Snow and Landscape Research), di disturbo e problematiche della fauna alpina legate alla frequentazione della montagna (dott. Luca Pedrotti coord. scientifico Parco Nazionale dello Stelvio e settore Grandi Carnivori Provincia Autonoma di Trento), di impatto dei mezzi meccanici legati alla frequentazione e al turismo montano sull’ambiente naturale (Simone Papuzzi Presidente commissione TAM VFG CAI). Proposte per uno sviluppo sostenibile della Montagna saranno formulate dalla professoressa Anna Giorgi di UNIMONT -Università degli studi di Milano. Concluderà il simposio una tavola rotonda, moderatore Francesco Carrer (Presidente CAI Veneto) con Antonio Andrich Direttore Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Michele Da Pozzo Direttore Parco Naturale Dolomiti D’Ampezzo, Marcella Morandini Direttrice fondazione Dolomiti UNESCO, Giuliano Vantaggi Direttore DMO Dolomiti (Destination Management Organization), Gianfranco Munari Comandante Reparto Carabinieri Forestale Biodiversità di Belluno, Roberto Padrin Sindaco di Longarone e Presidente della Provincia di Belluno, Dario Ganz Rappresentante dei social network, i relatori della giornata (Bragazza, Pedrotti, Giorgi). Conclusioni e proposte di linee guida emerse dal convegno verranno messe a fuoco con Berton, Siffi, Papuzzi.

Grandi pulizie alla Marmolada a cura di Mountain Wilderness. In primo piano Luigi Casanova, presidente onorario dell’associazione ambientalista.

4 thoughts on “Stop alla montagna cafona. Anche il Cai interviene

  • 17/09/2018 at 11:29
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    Ma che problema c’è con le uscite in notturna e le gare in montagna???
    Non riesco a capire questa mentalità da trogloditi in cui in montagna si va solo a fare la passeggiata dei pensionati.
    Un conto sono i turisti maleducati che lasciano immondizia ovunque un altro sono le attività che un individuo può svolgere. Perché confondere sempre tutto?

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    • 19/09/2018 at 12:14
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      L’unica lampante dimostrazione di trogloditismo la vedo qui esclusivamente nel suo intervento, dovuto io credo a chiare difficoltà di comprensione testuale, oltre che a una fastidiosa tendenza alla prevaricazione e all’insulto: in poche righe ci conferma che gente come lei è potenzialmente perniciosa su qualsiasi terreno e con qualsiasi mezzo, ovviamente anche su due ruote!

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  • 12/09/2018 at 11:47
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    @mehmei nell’articolo non mi sembra che il dito sia puntato esclusivamente sulle bici o su chi fa sport in genere. C’è semplicemente scritto che chiunque, armato di IGNORANZA e mancanza di rispetto, ha il potere di distruggere l’ambiente (di tutti i tipi!) che sia a piedi, in bici, in moto, ecc.
    TUTTI, ciclisti, pedoni, motociclisti e chi più ne ha più ne metta, abbiamo la responsabilità di rispettare la Terra.. gli ignoranti esistono in tutti gli ambienti e in tutte le “categorie”.. non nascondiamoci dietro un dito lagnandoci perché “ci hanno sgridato”, prendiamoci le nostre responsabilità invece di fare i complottisti. Se tutti avessimo un po’ più di SENSO CIVICO e AMORE per la nostra terra bistrattata, convegni come quello del 24/11 probabilmente non verrebbero neanche organizzati!!
    È più facile criticare gli organizzatori che provano a denunciare situazioni come queste o lamentarsi e basta?!?

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  • 10/09/2018 at 16:37
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    Insomma come già temevo e dicevo anni fa, per la demenza di alcuni ignoranti, ci rimetteranno pure quelli che la montagna l’hanno sempre rispettata e goduta liberamente. No, adesso avremo le squadre di controllo e bacchettate sulle mani a tutti quanti, così quel poco che si poteva ricavare per riqualificare le nostre zone demolite da ANNI E ANNI DI INDUSTRIA (dov’erano i legislatori quando bisognava impedire scempi assurdi? Dove è la legge quando nelle nostre valli sono decenni che si buttano scorie di lavorazione di metalli e chissà cos’altro?) finirà ancora una volta con le ali tarpate sul nascere. E la cosa che mi fa imbestialire è che sti maledetti che si riuniscono saranno in buona parte gli stessi che avranno spinto nei decenni scorsi per aprire impianti e costruire alberghi e residenze di villeggiatura che sono ancora lì come pugno negli occhi sui pendii che un tempo erano vergini. No, adesso ci fan credere che il problema principale è la gente che va in bici. Le persone che cercando di trovare nuove maniere di godersi lo sport e la montagna diventano subito IL DEMONIO. E magari di quelli che parlano forse 1 su dieci sarà andato davvero per sentieri st’estate, gli altri parlano per dare fiato alla bocca e perché non appena si può limitare la libertà di qualcuno, sembra che gli esseri umani siano in prima linea. Mai che ci si batta per un minimo di giustizia o libertà personale. Io non so davvero più che dire di ciò che pensa la gente, pietosi.

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