Riva del Garda ritrova il suo poeta

Poeta delle sue montagne e del suo lago, di un piccolo grande mondo fatto di stupori e colori, sentimenti forti e tenerezze, tutti e sempre cantati al ritmo del dialetto di Riva del Garda. Giacomo Floriani se ne è andato cinquant’anni fa (essendo nato nel 1889 ne aveva 79), ma ha lasciato un ricordo ancora molto vivo nella sua città e nel suo mondo. Un mondo minuscolo forse, ma non chiuso: “Oltre ogni orizzonte il mondo continua, lontano, lontanissimo ma vero come la Milano dove ha passato parte degli anni della guerra… Il confine ad occidente di questo mondo è marcato da un seguito di orizzonti successivi, sempre più larghi a mano a mano che si sale: dai prati dei Grassi l’occhio si ferma a Pozza Moscardina, al Magnom, Doss dei Fiori, a Gelos, alla sfilata di guglie di Pichea… malga Giumella, bocca Saval, il rifugio Pernici”.

Un mondo, quello di Floriani, descritto da Cesare Guardini, che dal suo osservatorio di giornalista curioso e insegnante attento alla storia ha conosciuto e approfondito tanti aspetti delle vicende della sua città. Ed ora con “Nugole de lana” ha raccolto e raccontato “storie e divagazioni” sul poeta in un libro che viene presentato alle 18 di mercoledì 12 settembre 2018 presso la biblioteca civica di Riva con la partecipazione di Ludovico Maillet, insegnante, autore cinematografico e scrittore (qui sotto la locandina dell’evento). Ci sono pagine dedicate al vocabolario rivano-italiano compilato da Floriani, alla raccolta di proverbi, alla tanto desiderata e cantata “La me Baita”, ai riconoscimenti e alle polemiche.

Non mancano le curiosità: come quella relativa ai 262 animali di 72 differenti specie citati nei cinque canzonieri (110 poesie). La serata è completata dalle letture a cura della compagnia teatrale Gustavo Modena di Mori.

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