Quel ponte da incubo

La chiusura del ponte di Paderno sull’Adda a tempo indeterminato mi riporta all’ultimo decennio del secolo scorso. Dalla stazione ferroviaria di Cassano a quella di Paderno seguii a piedi una mattina di settembre l’Adda più pittoresco e più classico, con il villaggio proto industriale di Crespi, patrimonio mondiale della cultura tutelato dall’Unesco e ideato nell’ultimo quarto dell’Ottocento da Cristoforo Benigno Crespi il cui busto in bronzo compare discreto tra gli ordinati viottoli, a due passi dal Dopolavoro dove servono un’ottima pizza. Era il 1991, tardo Medioevo. Tornai da quelle parti in pieno inverno, al termine di una copiosa nevicata, calzando gli sci e battendo la traccia fino a Brivio, passando dal traghetto leonardesco di Imbersago. Un incanto.

S’incontrano strada facendo e si aggirano sontuose centrali elettriche in una scenografia teatrale. Evito di citarle, le trovate in tutte le guide. Ma ecco il ponte di Paderno, questa specie di Torre Eiffel gettata di traverso che appare come un miraggio dopo cinque ore di marcia da Cassano. Passai sotto con istintiva cautela e facendo gli scongiuri perché era noto che non godeva di buon salute, tant’è vero che i mezzi pesanti erano interdetti.

Leggo ora che la comunicazione ufficiale della chiusura a tempo indeterminato è arrivata il 14 settembre 2018 “a sorpresa” dopo un sopralluogo dei tecnici di Rete Ferroviarie Italiane. A sorpresa? Ma in che mondo di bugiardi viviamo? Tutti sapevano che questo ponte, candidato a patrimonio dell’Unesco e che l’anno scorso ha compiuto 130 anni, era ed è in pessime condizioni. Che non avrebbe retto a lungo. Che qualcuno avrebbe dovuto assumersi ora o mai più la responsabilità di chiuderlo. Ma ci voleva la tragedia di Genova con le 43 vittime del viadotto Morandi perché una ragionevole e responsabile decisione fosse presa in fretta e furia. (Ser)

In alto il ponte stradale e ferroviario di Paderno d’Adda costruito più di 130 anni fa (ph. Serafin/MountCity)

One thought on “Quel ponte da incubo

  • 15/09/2018 at 20:54
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    Felice di sapere che alle mie latitudini e sopratutto a quella modesta altitudine (tra i 200 e i 250 metri) ci consideriate montagna… 🙂 ad ogni modo speriamo che si risolva al più presto perchè il traffico veicolare tra le due provincie (BG e LC) si è riversato in altre zone causando non pochi problemi di traffico. Comunque la sicurezza prima di tutto, meglio qualche disagio che eventuali tragedie. Matteo

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