Storico incontro sul Cimònega. Partecipare è possibile

In memoria del legame che per secoli ha unito l’alta Valle del Mis (TN e BL) al Feltrino (BL), le rispettive popolazioni si ritrovano domenica 23 settembre 2018 sulle stesse montagne che, prima di essere terre di confine, furono luoghi d’incontro. L’incontro, come ci ricorda l’organizzatore Teddy Soppelsa, altri tre eventi analoghi che si sono svolti sull’antico confine fra la Repubblica di Venezia e il Tirolo: nel 2007 e 2009 tra gli abitanti del Feltrino e quelli del Primiero sul passo Finestra (valico a 1766 metri di quota sullo spartiacque che divide la val Canzói dalla val Noana), mentre nel 2012 tra gli abitanti di Sagron Mis e quelli del Feltrino sulla forzèla dell’Om (valico a 1945 metri dal quale si accede ai pascoli di Erèra-Brendòl).

Il programma. Gli abitanti dell’alta Valle del Mis domenica 23 settembre saliranno al passo del Comedón lungo l’Intaiàda, mentre quelli del Feltrino lungo la Val Canzói. Dal Feltrino è possibile raggiungere il passo del Comedón in circa 3.30 ore (sentiero CAI 806 e 801, lungo la val Canzói, passando per casèra Cimónega e il bivacco Feltre e Walter Bodo); mentre dall’alta Valle del Mis in circa 3.00 ore (sentiero CAI 801, lungo l’Intaiàda con partenza da Sagron).

– dalla Val Canzoi, ore 6.45: partenza dall’albergo Boz, accompagna Gianni Viel (ASE Cai Feltre, cel. 342.840.9664).

– da Sagrόn, ore 7.00: partenza dall’hotel Chalet Giasenei (1110 m), referente Maurizio Salvadori (cel. 347.908.7542).

Alle ore 5.30 un pullman parte da Feltre nel p.le Foro Boario, per Sagrόn via Fiera di Primiero. Iscrizioni c/o Foto Ottica Frescura di Feltre, tel. 0439 2070, da martedì 11 settembre a venerdì 21 settembre, fino alle ore 18.30 o al raggiungimento di 32 adesioni. Quota: € 15.00 soci CAI, i non soci dovranno aggiungere il costo di € 9,00 per l’assicurazione nominativa.

– ore 10.30: sul passo del Comedón (2130 m) avverrà l’abbraccio simbolico fra gli abitanti delle rispettive vallate e la posa di una targa in pietra a ricordo dell’evento.

– ore 11.30: ritrovo al bivacco Feltre e Walter Bodo (1930 m) per il pranzo al sacco; interventi da parte dei rappresentanti delle rispettive comunità, testimonianze e ricordi di un comune passato, momenti di animazione.

– ore 17.00: brindisi di arrivederci in val Canzoi presso la casera del Frassen.

Organizzazione. Comune di Cesiomaggiore, Comune di Gosaldo,
Comune di Sagron Mis, da una idea di Teddy Soppelsa.

Con la partecipazione: CAI Feltre, SAT Primiero, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Laboratorio Sagron Mis, Gruppo Escursionisti Cesio, Centro Studi della Montagna Sospirolese, Associazione Gente di Montagna (BG), Cooperativa Agricola La Fiorita.

Con il patrocinio: Unione Montana Feltrina, Comunità di Primiero.

Info: Maurizio Salvadori (Associazione Laboratorio Sagron Mis, cel. 347.908.7542), Teddy Soppelsa (CAI Feltre, cel. 346 720.9459).

Chi desidera anticipare la salita al giorno prima e pernottare al bivacco Feltre e Walter Bodo telefoni al nr. 346 720.9459 per verifica disponibilità di posti letto.

La catena montuosa del Cimónega si frappone tra il territorio di Sagrόn Mis ed il Feltrino.

Le ragioni dell’incontro. La catena montuosa del Cimónega si frappone tra il territorio di Sagrόn Mis ed il Feltrino e chiude il passaggio verso la pianura, ma due valichi, il passo del Comedón e la foržela dell’Om, hanno da sempre offerto l’opportunità per scambi e spostamenti fra due luoghi amministrativamente separati da un antico confine: da una parte la Repubblica di Venezia e dall’altra il Tirolo. Non era certo la via di collegamento che le popolazioni avrebbero auspicato. La salita ad entrambi i valichi era, e rimane tutt’ora, una salita impegnativa sia dalla val Canzói, nel versante bellunese, che da Sagrόn, nel versante trentino, tuttavia era la direttrice più veloce tra i due luoghi. E’ una linea tortuosa che attraversa ambienti d’incanto come l’altopiano di Erèra-Brendòl e il Pian de la Regina. Oggi, questi luoghi, sono bellezze raffinate, ma per le genti d’un tempo erano solo terra da calpestare, da sfruttare, da superare velocemente per raggiungere i parenti, il mercato, la ferrovia.

Le ragioni di questo incontro sono da ricercare nelle storie comuni di vita delle rispettive popolazioni: piccole storie di pascoli per l’alpeggio, di scambi commerciali, di manovre d’aggiramento di dazi doganali, di battute di caccia a fil di confine, d’opportunità d’ogni genere che sempre si coglievano. Ma ci sono anche storie più profonde e radicali, di chi a Sagrόn vendette tutto per rifarsi una vita oltre le cime del Cimónega, dove la terra sembrava più benevola e promettente. Le tracce di queste vicende umane si ritrovano nei cognomi di alcune famiglie che vivono in diverse frazioni del Feltrino: i Broch, i Salvadori, i Renon, i Marcon, i Maschio, i Ropele, che il sentire popolare identifica ancora oggi, dopo alcune generazioni, come “quei de lassù”

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