Monte Bianco, equivoci e numero chiuso

Vorrei tornare sul problema del numero chiuso al Monte Bianco per la via del Goûter, indignato per la faciloneria e l’improntitudine con cui deliberatamente l’ineffabile sindaco di Saint – Gervais, Jean Marc Peillex, sposta i termini del problema della sicurezza della via del Goûter, banalizzando l’intera questione. Preciso che si fa una grande confusione tra due problemi:

– il primo, è l’affollamento del Monte Bianco, tema che riguarda anche altre montagne delle Alpi (vedi il Cervino) e del mondo intero (vedi Everest).

– il secondo, è la pericolosità della via del Goûter, di cui si discute da molti anni, visto il ripetersi degli incidenti con morti e feriti (rispettivamente in media quattro e otto all’anno).

Il sindaco di Saint-Gervais Jean Marc Peillex che ha deciso la chiusura. In alto M.G. Paccard sulla via del Monte Bianco l’8 agosto 1786 in un dipinto di Marquardt Wocher.

E’ un misero escamotage, un puerile tentativo quello del sindaco di attribuire all’affollamento le disgrazie che si sono verificate in questi anni; il “canalone della morte” è così chiamato perché la sua pericolosità è stata denunciata fin dai primi salitori. E’ pura follia pensare di correlare la sicurezza nel percorrere questa pericolosissima via al numero chiuso coincidente con i posti del rifugio del Goûter. Forse che si può impedire a qualcuno di salire al rifugio anche al di fuori di questo numero? Tra i punti fondanti della Repubblica Francese compare al primo posto la parola “Liberté ”: come si può pensare di impedire a chiunque lo voglia, a suo rischio e pericolo, di salire e bivaccare fuori del rifugio o di continuare la salita senza fermarsi in rifugio, o al limite, di scendere?

L’ascesa si può tranquillamente fare dalla Tête Rousse”, diceva Christophe Profit, guida alpina locale e leggenda degli anni Ottanta. E per alleggerire l’affollamento del Cervino, una proposta simile l’ha formulata il presidente delle Guide del Cervino Flavio Bich: basta fare la salita in giornata, partendo dall’Oriondé, evitando la capanna Carrel. Peillex insomma vuole sottoporre gli alpinisti che intendono salire al Bianco per la via del Goûter, a un duplice sopruso:

– il primo, perché impedisce di salire a chi intenda proseguire, o di bivaccare evitando il rifugio,

– il secondo, perché costringe a prenotare il rifugio che costa 150 euro a notte: il prezzo di un lasciapassare che consenta di rischiare la vita due volte (salita e discesa) nel canalone della morte, magari sotto gli occhi della Brigade Blanche, una squadra di agenti giurati, autorizzata a effettuare controlli sul posto ed emettere contravvenzioni per i trasgressori.

Vorrei aggiungere a questo punto alcune proposte operative, con le quali già chiudevo il mio dossier pubblicato sul sito del “Club 4000” nel 2015. Una nuova via, posta sulla destra orografica dell’attuale, potrebbe essere messa in sicurezza, su indicazione delle Guide Alpine di Saint-Gervais con impiego di imprese locali,  con un’ottica – oserei dire – da “ferrata”, attrezzandola perciò con cavi, fittoni, corde, scale, protezioni varie.

Ritengo che potrebbe essere realizzata in poco tempo (qualche mese di lavoro) e con spesa contenuta: comunque tra tutte le soluzioni ipotizzabili sarebbe senza dubbio la meno costosa e la meno impattante sull’ambiente naturale. Non si deve più perdere altro tempo, in discorsi, riunioni, discussioni. Occorre chiedere alle autorità competenti di provvedere a un accurato e approfondito primo “disgaggio” del percorso sulla destra orografica del vallone (variante 192 della guida Vallot), fin sulla Cresta Payot, attrezzare velocemente questa via e metterla in sicurezza come sopra e con adeguati segnavia, dare comunicazione di queste decisioni a tutto il mondo alpinistico con adeguati mezzi informativi.

Luciano Ratto

(Club 4000)

One thought on “Monte Bianco, equivoci e numero chiuso

  • 26/09/2018 at 09:21
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    C’era una volta il rifugio Goûter. Non ricordo l’anno, quando insieme a degli amici, trascorsi un paio di giorni per un corso SUL RECUPERO NEI CREPACCI. Un rifugio accogliente, dignitoso, ben curato dai gestori. IL COSTO CONTENUTISSIMO! Oggi il SOLO PERNOTTO COSTA 150 EURO!

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