Sir Hillary? Vale cinque dollari

Più volte immortalato sui francobolli, sir Edmund Hillary compare anche su una banconota da 5 dollari. Ovviamente è stampata in Nuova Zelanda, il paese che gli ha dato i natali. Il profilo del conquistatore dell’Everest appare sul fronte accanto all’immagine del neozelandese Monte Cook mentre per il retro sono stati scelti una varietà di pinguino tipica della Nuova Zelanda ed esemplari della flora locale. Hillary è di sicuro l’unico alpinista al mondo che abbia avuto l’onore di apparire su una banconota. E non stona certo questo intrepido sovrano dell’Himalaya, noto anche per la sua filantropia, accanto a re, regine, capi di stato, scienziati, letterati approdati sulla carta filigranata.

Sir Edmund Hillary accanto allo sherpa Tenzing dopo la conquista dell’Everest. In alto il baronetto sulla banconota da 5 dollari della Nuova Zelanda appartenente alle collezioni del Museo Nazionale della Montagna.

Chi volesse saperne di più sull’argomento dovrebbe consultare una delle rarissime collezioni di banconote che abbiano per tema la montagna. Una possibilità offerta dal Museo Nazionale della Montagna: fra le tante collezioni realizzate nel corso di decenni da Aldo Audisio, architetto torinese, per oltre quarant’anni direttore al Monte dei Cappuccini, figurano infatti banconote di tutti i paesi. Un tesoro per ora blindato in attesa di essere esposto al pubblico, e che comprende la citata banconota con Hillary. Impreziosita, nella fattispecie, dalla firma autentica che il celebre baronetto ha dedicato al museo nel corso di una lunga collaborazione con il direttore e con l’istituzione torinese.

Particolare importante. La banconota con Hillary nel 2016 è stata scelta da una giuria come la più bella del mondo. La prima versione era stata emessa nel 1992. Sono poi seguiti vari restyling. Con i suoi mille pezzi, la collezione del Museo spazia su Paesi di tutti i continenti. Ciascun Paese ha voluto mettere in mostra, attraverso la rappresentazione delle catene montuose, parte della propria identità: dall’Everest per il Nepal al K2 per il Pakistan, dalle vette andine per i Paesi latinoamericani al Kilimanjaro dei paesi africani, dalle Montagne Rocciose per il Canada alle vette alpine.

Una presenza obbligata anche sui francobolli della Nuova Zelanda…

E l’Italia? Sono stati ignorati Monte Bianco, Cervino, Dolomiti. Curiosamente su una banconota da 100.000 lire, l’unica italiana in cui la montagna viene raffigurata, è il paesaggio manzoniano del lago di Como con le sue dolci ondulazioni a far bella mostra. Di particolare valore per i collezionisti risultano poi nella raccolta del Monte dei Cappuccini le banconote sostitutive diffusissime in Austria, Germania e Ungheria dopo il primo conflitto mondiale. Chiamati Heller in Austria, raccontano storie e luoghi dell’Heimat. Un esempio? La Slovenia dopo la sua indipendenza riprodusse il Monte Triglav, simbolo della rinata Nazione, su tutte le banconote della prima serie di cartamoneta.

Per trovare un’analoga collezione di banconote di montagna bisognerebbe, per concludere, rivolgersi al Servei General d’Informació de Muntanya di Sabadell (Catalogna, Spagna), il più importante Centro di documentazione a livello mondiale dopo quello del Museo Nazionale della Montagna del CAI al Monte dei Cappuccini a Torino. Senza escludere che possano esistere anche raccolte private sull’argomento. Le vie del collezionismo sono infinite. Be’, quasi. (Ser)

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