Ciclisti e pedoni, dove la convivenza è difficile

Troppi ciclisti escono dal tragitto creato per il downhill sulla Plose, il comprensorio che sovrasta Bressanone, e usano il percorso degli escursionisti. Ci vorrebbe più disciplina secondo il presidente della Federazione Protezionisti Sudtirolesi Klauspeter Dissinger. “Non ho niente da ridire sulle piste dedicate al downhill”, spiega Dissinger, “è giusto che chi ama questo sport abbia la possibilità di praticarlo, a patto però che il rispetto per l’ambiente rimanga al primo posto”. La pista per il downhill sulla Plose presenta anche problemi di sicurezza dal momento che vi si registra almeno un incidente per settimana e spesso i soccorritori sono costretti a camminare per oltre mezz’ora per raggiungere il posto dell’infortunio.

In alto ciclisti impegnati nel Sella Ronda Track Tour. Qui un cartello di divieto nelle Dolomiti.

La convivenza tra escursionisti a piedi e in bicicletta crea problemi anche in altre località delle Dolomiti. Sono stati messi i cartelli di divieto di passaggio in mountain bike su tre sentieri nel Comune di Fodom nel Bellunese: la passeggiata panoramica Arabba-Plan Boè-Arabba, il sentiero nr. 680 nel tratto sotto il Sas Ciapel (fra la strada sterrata di Portavescovo e il Ristoro Lezuo nei pressi del Passo Pordoi) e il sentiero 22A e 22B Masarei-Varda-Jou de Chierz-Malga Chierz. I cartelli sono stati messi dalla Lia da Mont Fodom e Còl che unisce le due associazioni di montagna locali: Cai Livinallongo e Avs Buchenstein. Sui cartelli si fa riferimento alla la legge regionale che vieta il passaggio di biciclette su sentieri con larghezza inferiore a 150 cm dove le MTB scendono a elevata velocità e mettono in pericolo i pedoni. Attualmente le valli confinanti stanno dividendo i sentieri pedonali dai percorsi in MTB, oppure si creano bike-park riservati alle biciclette. Molte lamentele sono giunte da escursionisti per la passeggiata panoramica ad anello Arabba-Plan Boè-Arabba, un sentiero facile che parte da Arabba, esposto al sole e con poco dislivello, adatto per famiglie. E’ impensabile che i pedoni debbano continuamente farsi da parte altrimenti corrono il rischio di essere investiti dai ciclisti che fanno la Sellaronda.

Nella cartina “Sellaronda mtb track tour“ sono peraltro segnati i percorsi dove possono passare le MTB. Anche nei sentieri dove non sono stati messi divieti vige comunque la legge regionale che vieta il passaggio alle biciclette dove la larghezza è inferiore a 150 cm. Poi c´é il problema della manutenzione dei sentieri che vengono rovinati dal passaggio delle mtb. Per la Lia da Mont Fodom e Còl, che ha già difficoltà a mantenere in buone condizioni i 150 km di sentieri di sua competenza, la situazione rischia di farsi insostenibile.

One thought on “Ciclisti e pedoni, dove la convivenza è difficile

  • 06/10/2018 at 08:40
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    Fa parte del degrado di civiltà provocato da tante cose ma soprattutto da questi “eroi” che (a piedi o in bicicletta o con gli sci d’alpinismo) hanno ridotto la montagna a mera pista da competizione!
    Inoltre, l’introduzione delle e-bike, sta aumentando ancor di più la folla di bikers, soprattutto inesperti, che percorre sentieri anche in quota… tanto c’è la batteria che li porta su!.
    Tecnologia al servizio dell’ambiente????
    Tutti i comuni dovrebbe permettere il transito alle biciclette solo su strade forestali e simili di larghezza almeno 2 metri, no sui sentieri.
    (frequento i monti da 40 anni, a piedi, con MTB, con gli sci…)

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