A chi la Marmolada?

“Zaia, due pesi e due misure” è il titolo della lettera al direttore del quotidiano “Trentino” scritta da Bartolomeo Baldessari (coordinamento comitato “Torniamo in Trentino”) e pubblicata domenica 30 settembre 2018 sul giornale in questione. “Caro direttore, a proposito della recente polemica riguardante il possesso della vetta della Marmolada, il governatore del Veneto Luca Zaia ha detto che lotterà con le unghie e coi denti per far prevalere le ragioni della parte veneta. Zaia non accetta né il decreto del Presidente Pertini del 1982, né la sentenza del Consiglio di Stato del 1998, né la recente decisione dell’Agenzia del Territorio favorevoli al Trentino. Si dice sicuro di avere ragione semplicemente perché, afferma, ‘dal 1778 i confini sono quelli fissati nel ghiacciaio’”.

“Qualcuno avrebbe dovuto ricordargli”, scrive ancora il lettore Baldessari, “che il Veneto si prese in modo truffaldino nel 1929 il territorio dei comuni di Pedemonte e Casotto e nel 1923 quello dei comuni di Cortina d’Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana: tutte comunità che fecero parte del Tirolo già alcuni secoli prima del 1778 ed a buon diritto vorrebbero rientrare nella nostra regione. Con esse il Governatore è però inflessibile e dice che i confini, in questo caso, non si toccano: in questo caso le inoppugnabili ragioni storiche non valgono. Due pesi e due misure che la dicono lunga sulla serietà di certa politica”. Il commento del direttore Alberto Faustini (lettere@giornaletrentino.it) è lapidario: “Giusta osservazione e ottimo tema. Anche per la campagna elettorale e per il presidente (del Trentino) che verrà”. Nella foto in alto la bandiera della “Serenissima” fatta sventolare recentemente sulla Marmolada.