Realtà e limiti del volontariato

Nel campo del volontariato che comprende in Italia (fonte: “Volontari e attività volontarie in Italia. Antecedenti, impatti, esplorazioni”, Il Mulino 2016) 6,63 milioni di cittadini, a Milano questa realtà è ben radicata e opera in vari campi di intervento: ambiente, minori, handicap, anziani. Per quanto riguarda invece chi frequenta la montagna, il volontariato “attivo” è diffuso nelle sezioni e sottosezioni milanesi del Cai. Ne è espressione da più di dieci anni il riconoscimento dedicato dalla Società Escursionisti Milanesi a Marcello Meroni per mettere in luce le persone appassionate di montagna che si dedicano con impegno e spirito solidale all’ambiente, alla cultura, all’alpinismo, a iniziative sociali.

Gli atti del 100° Congresso nazionale del Cai dedicato nel 2015 al volontariato.

Ma quale è sul territorio nazionale la situazione del volontariato “attivo” del Cai? A quanto si può apprendere leggendo gli atti del 100° Convegno nazionale svoltosi nel 2015 a Firenze (“Il volontariato nel Cai di oggi”, relatore Francesco Carrer), soltanto una minima parte degli associati, stimabile sull’ordine del 10-12%, dedica tempo e risorse, in maniera continuativa, in mansioni, posizioni e ruoli diversi, lavorando al mantenimento, al funzionamento e alla diffusione delle iniziative dell’Associazione; la quota residua costituita da quasi il 90% dei soci si trova in realtà in posizione di fruizione delle attività e dei servizi organizzati o legati da vincoli di simpatia, affezione, amicizia per i quali conserva l’affiliazione senza però impegnarsi in un contributo attivo.

D’altra parte, i profondi mutamenti del contesto sociale hanno messo in risalto l’esigenza di una elevata professionalità e di una progressiva specializzazione in ogni tipologia di prestazione e di servizi. Ecco perché è stata rimarcata al centesimo Congresso del Cai la distinzione fra “volontariato professionale” (cioè competente) e “professionismo” (tout court). “L’eticità/responsabilità dell’impegno del socio”, spiega nella pubblicazione citata Annibale Salsa, antropologo, a suo tempo presidente generale del Cai, “deve esplicarsi, nel repertorio delle politiche associative, nell’operato attivo volto alla sensibilizzazione nei confronti della conoscenza e della frequentazione consapevole della montagna. Ma, nel volontariato, vale la massima latina che ‘ad impossibilia nemo tenetur’. Altrimenti si rischia la caduta nel dilettantismo e nell’approssimazione dell’agire”.

Dilettantismo e approssimazione dell’agire sono ovviamente esclusi nella selezione del citato Premio Meroni significativamente attribuito a “persone normali ma speciali” (è possibile proporre candidature fino al 15 ottobre 2018). Un premio di cui si è più volte riferito in questo blog, rivolto a chi si impegna per il bene della montagna, a volontari “attivi” che in maniera disinteressata dedicano il loro tempo libero agli altri con spirito di proselitismo. Questo riconoscimento si inserisce in un decennio di grandi cambiamenti a Milano, capitale di innovazione (sociale) come risulta dal “Rapporto sulla città” promosso dalla Fondazione Ambrosianeum: un’innovazione che aiuta a ripensare il rapporto tra benessere e sviluppo, mettendo al centro le persone e la loro capacità di migliorare la propria condizione. Ciò significa cercare soluzioni per tenere insieme, virtuosamente, inclusione e innovazione. Prendiamo ad esempio i cambiamenti climatici: l’obiettivo di restare al di sotto della soglia di un riscaldamento di 1,5 gradi non può essere raggiunto limitandosi a soluzioni tecniche. È indispensabile che nella società si affermi un cambiamento dei comportamenti. E proprio qui entrano in gioco le innovazioni sociali.

Come risulta dagli Atti del 100° Convegno nazionale, il Cai può contare, tra i suoi più di 300 mila associati (Wikipedia), su 35.000 di volontari “attivi” per qualifica (10.000) e per carica o incarico (25.000). Tutti soci, e non sono pochi!, che – senza niente pretendere – si impegnano virtuosamente nel Club alpino e nelle sue iniziative.

Chi desidera segnalare casi particolarmente virtuosi di volontariato nel Cai può farlo proponendone la candidatura al Premio Marcello Meroni. Non c’è tempo da perdere, bisogna farlo entro il 15 ottobre 2018 compilando direttamente online la scheda candidatura oppure visionando e scaricando la scheda del candidato dal sito www.premiomarcellomeroni.it/ e inviando il tutto, opportunamente compilato all’indirizzo e-mail: candidature@premiomarcellomeroni.it

Qui è possibile scaricare gli Atti del 100° Congresso nazionale del Cai

Ragazzi di una comunità terapeutica in gita con gli istruttori del Cai dell’organizzazione Alpiteam. Nella foto in alto, scolari del quartiere milanese Gratosoglio partecipanti al progetto “Quartieri in quota” (ph. Serafin/MountCity)

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