Ora il Cevedale è più pulito

Affiorano i rifiuti del XIX secolo dai ghiacciai che si ritirano. Segno che non tutto il male viene per nuocere. Così una squadra di operai dell’ufficio ERSAF di Morbegno ha ripulito in settembre una buona porzione del ghiacciaio del Cevedale (3269 m) dai residuati degli impianti sciistici, dalle tubature di un vecchio acquedotto e da varie lamiere sparse. “Si è trattato della seconda fase di pulizia di questa estate nei dintorni del Rifugio Casati-Guasti”, spiega Alessandro Meinardi, direttore del Parco Nazionale dello Stelvio, “dopo la raccolta dei piccoli rifiuti, quest’ultimo lavoro ha avuto come obiettivo la completa rimozione dei piloni dello ski-lift. Un pezzo di storia che se ne va, ma una rimozione doverosa sia in termini di sicurezza che in termini ambientali”. Come informa un comunicato dell’ERSAF, sono stati rimossi anche il tubo di un vecchio acquedotto e le funi della teleferica: in tutto circa 70 quintali di ingombri, per lo più ferrosi, a cui si aggiungono 30 quintali di piccoli rifiuti raccolti in due mesi. “Le funi sono state tagliate con una troncatrice a filo del ghiaccio che in questo periodo dell’anno si trova ai minimi stagionali”, spiega il caposquadra Giordano Giumelli. “Erano un pericolo soprattutto per lo scialpinismo primaverile”.

Gli ingombri, preparati in mucchi da sette quintali ciascuno lungo le pendici del ghiacciaio, sono stati trasportati a valle da un elicottero dell’Elitellina.

Tutte le fasi del lavoro, sebbene in condizioni estreme, si sono svolte in sicurezza grazie alla collaborazione delle guide alpine dell’Ortles-Cevedale Tullio Faifer e Erminio Sertorelli. Mercoledì 23 settembre gli operai sono stati anche sorpresi dalla neve. “Eravamo fradici e di tanto in tanto entravamo nel rifugio dove i gestori ci hanno supportato in ogni modo”, commenta Giumelli. “L’intervento alla Casati, in condizione di lavoro sicure ma estreme, ha dimostrato l’efficienza e la preparazione del personale dell’ente”, ha dichiarato il neo eletto presidente ERSAF Alessandro Fede Pellone, “al servizio del territorio tutto, a partire dai boschi di pianura fino ai 3269 metri del Cevedale. Il Parco dello Stelvio ora è più pulito, anche se questo è solo un primo passo”.

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