Turismo slow: cresce il “Devoto cammino”

Incentivare il turismo slow significa camminare nelle nostre vallate meravigliose alla scoperta di territori nuovi”, spiega l’assessora alla Cultura e al Turismo della regione Piemonte Antonella Parigi annunciando un atlante dei cammini piemontesi con riferimento agli emblemi della spiritualità. Sull’argomento riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato dell’Ufficio stampa della Regione Piemonte sul “Devoto cammino dei sacri monti”.

Il ruolo del Piemonte

Sulla cartina ufficiale dei Cammini Italiani pubblicata dal Mibact, il Piemonte è presente con brevi percorsi in area alpina e naturalmente con la lunga dorsale della via Francigena che attraversa da nord a sud la Regione nel suo antico percorso tra Canterbury, Roma e oltre sino a Gerusalemme. Quella mappa è destinata a essere presto decisamente implementata. Questo è l’auspicio e l’obiettivo dell’Assessore Antonella Parigi e dell’Ente Sacri Monti del Piemonte. E lo sarà con un percorso che per fascino, storia, tradizione non ha molti competitors, e non solo in Italia. Quello che l’Assessore Parigi e la presidente Lodari annunciano è il Devoto Cammino dei Sacri Monti: 705 km di arte e fede, da percorrere in 33 tappe (quanti, non a caso, gli anni di Cristo), in ambienti di fascino davvero unici, per storia e ambiente. Da percorrere sul Cavallo di San Francesco, cioè a piedi, o in bici o utilizzando, se proprio si vuole, il cavallo. Comunque e solo in modo slow.

L’obiettivo del “Devoto cammino” è di rendere integralmente percorribile quello che si presenta oggi come il più grande sistema transalpino a mobilità slow. Qui Il Cammino Eusebiano da Oropa a Crea. In alto, un aspetto del Cammino di San Carlo, da Arona a Viverone.

“Con questo Progetto il Piemonte diventa protagonista della rete europea dei Cammini”, osserva l’Assessore Parigi. “Un comparto del turismo che in tutta Europa mostra grande vitalità. Il Cammino di Santiago è stato percorso, lo scorso anno, da più di 300 mila pellegrini che ne avevano percorso tutte le tappe canoniche. E gli italiani, tra i pellegrini dei 147 Paesi ospiti, hanno rappresentato il gruppo più folto.

La Francigena cresce a due cifre ogni anno. In Italia si moltiplicano i percorsi: da est arriva la Romea Strata e ovunque Cammini e Vie che richiamano antiche devozioni o consuetudini che affondano nel tempo. Tutti itinerari da conquistare passo dopo passo, tra i quali il Cammino dei Sacri Monti potrà avere un ruolo da protagonista.

“Abbiamo voluto unire, congiungere, Cammini dalla tradizione millenaria, vie di Peregrinatio, come quella che unisce i Sacri Monti di Varallo e Orta, da secoli percorse e vissute dalle popolazioni delle vallate”, anticipa la presidente dell’Ente Sacri Monti, Renata Lodari.

Vie ovunque punteggiate da segni del Sacro, chiese e cappelle, piccoli sacelli, cippi, Crocefissi. Con l’obiettivo di comporre, meglio ricomporre, un Cammino che unisce tutti e sette i Sacri Monti del Piemonte ma che, utilizzando l’antico traghetto sul Verbano, si espande verso quelli lombardi di Varese e Ossuccio e il Santuario della Madonna del Sasso. Ma territori anche unici per importanza e bellezza, com’è testimoniato dal fatto che chi percorrerà il Devoto Cammino incrocerà nel suo percorso ben 20 luoghi o contesti che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità: una concentrazione altrove impensabile”.

Regione e Ente Sacri Monti hanno affidato la individuazione del Devoto Cammino dei Sacri Monti a Franco Grosso, uno specialista del settore, esperto di promozione territoriale e ideatore del Cammino di San Carlo.

 

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