L’uomo che inventò le carte orbitali

Il Museo Nazionale della Montagna presenta dal 12 ottobre al 19 dicembre 2018 la mostra “Tour del Monte Bianco. Edi Consolo”, dedicata all’alpinista e disegnatore che dagli anni Cinquanta del Novecento si dedicò all’ideazione e sviluppo di un’avanzata tecnica di illustrazione delle stazioni sciistiche alpine, finalizzata alla realizzazione di materiali grafici di promozione turistica. Ma chi era Consolo? Da un comunicato del Museomontagna si apprende che Edoardo Gabriele Alois Consolo, in arte Edi, nasce a Roma nel 1908 da una agiata famiglia ebraica. Durante la guerra – in cui da appassionato alpinista mette lo sci-alpinismo al servizio della Resistenza – vittima delle persecuzioni razziali, perde tutti i suoi averi e il lavoro.

Inizia l’attività di disegnatore negli anni Cinquanta, nell’ambito della propaganda turistica di montagna. Nel 1960 disegna le sue prime carte orbitali, rappresentazioni del terreno visto come da un velivolo, pensate come minicarte turistiche e pieghevoli di rapida consultazione che tuttavia non rinunciano all’accuratezza e al dettaglio. Un’originale svolta nel campo della cartografia tradizionale, di cui il sistema orbitale mantiene la precisione dei dati tecnici, grazie all’impiego di un apposito regolo delle altitudini, e l’evidenza del panorama, che con le sue linee e i suoi colori agevola la lettura.

Per le sue “invenzioni” Consolo perfeziona e brevetta diversi strumenti come il prospettografo e il simulatore orbitale, da lui scherzosamente chiamato “acchiappamosche”. Nella sua lunga attività realizza numerosi panorami estivi e invernali delle principali montagne europee, in cui fa coesistere elementi matematici con la sua visione interiore della montagna fatta di colori e grafismi. Tra questi la nota serie “Tour du Mont Blanc”, concepita come parte di un libro turistico realizzato in collaborazione con l’alpinista francese Gaston Rébuffat (nella foto un aspetto di questo progetto).

L’esposizione prende in considerazione le opere dedicate al Monte Bianco acquisite dal Museomontagna nel 2003 alla morte del disegnatore, integrate per l’occasione da altre messe a disposizione dalla famiglia e che entreranno contestualmente a far parte del patrimonio del Museo. L’iniziativa è concepita come contributo del Museomontagna alla promozione della candidatura dell’Alpinismo a Patrimonio immateriale dell’Umanità.

www.museomontagna.org

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